Pressioni all’assessore del Lazio. Gli sms inchiodano Angelucci. Il deputato FI voleva sbloccare i fondi alla sua clinica. E fece avvisare D’Amato: “Tonino c’ha i giornali…”

di Nicola Scuderi
Politica

Passano le ore ma non diminuisce l’attenzione sulla tentata corruzione dell’assessore Alessio D’Amato da parte di Antonio Angelucci. Questa volta a farla da padrone sono le pressioni subite dall’allora responsabile della cabina di regia del servizio sanitario regionale e con cui, sostanzialmente, si cercava di convincerlo ad avallare il pagamento dei crediti alla clinica San Raffaele Velletri che erano stati revocati dalla Regione Lazio. “Cerchiamo di sistemare la faccenda di Velletri” si legge in un messaggio. Risolvere “è una cosa che gioverebbe a tutti” perché “la guerra non conviene, né a noi né a te. Tonino c’ha i giornali” è un altro degli innumerevoli inviti a trattare finiti su messaggi, e-mail e telefonate ricevute da D’Amato.

Può sembrare poco ma se si contestualizzano questi sms, si può comprendere le ragioni che hanno esasperato e quindi spinto il fedelissimo di Nicola Zingaretti a decidere di denunciare tutto in Procura. Con lo stallo sui crediti da restituire alla clinica di Velletri, il Prefetto di Roma decide di costituire un tavolo di riconciliazione con le parti. Il giorno scelto è il 19 dicembre 2017 quando i presenti, tra cui c’è il re delle cliniche nonché proprietario dei quotidiani Libero e Il Tempo, ragionano sulla crisi occupazionale minacciata dal Gruppo San Raffaele a causa del braccio di ferro con La Pisana e per la quale Angelucci aveva tentato una mediazione, fino alla tentata corruzione di D’Amato con 250 mila euro, poi rifiutata dall’assessore.

Nelle settimane successive, si legge nella denuncia, ci sarebbero state continue pressioni da persone legate all’imprenditore. Comportamenti reiterati tanto che nel 2018, l’assessore ha presentato altri due supplementi di denunce con uno in cui sono finiti gli sms ricevuti e il secondo contenente una serie di articoli de Il Tempo che puntavano il dito nei suoi confronti ma che per i pm non risultano diffamatori. Un’attenzione mediatica nei confronti di D’Amato, quella mostrata dal quotidiano che per settimane lo ha sbattuto in prima pagina per presunti guai giudiziari, che non è stata altrettanto grande ora che l’indagine lo vede vittima di una tentata corruzione, tanto che per trovare lo striminzito articolo è necessario sfogliare il quotidiano fino alle ultime pagine.

M5S ALL’ATTACCO. Una vicenda per la quale chiede un immediato chiarimento M5S. Angelucci, infatti, oltre ad essere proprietario di numerose cliniche e dei due quotidiani, è anche deputato di Forza Italia. Per questo il gruppo consiliare 5S alla Regione Lazio dichiara che “è un’ipotesi di reato gravissima (la tentata corruzione) perché sarebbe stata perpetrata da un rappresentante delle istituzioni” e “perché si tratterebbe di una ipotesi di reato che investirebbe un ambito, quello della sanità pubblica, nel quale è in gioco la vita delle persone”. Per questo, conclude la nota, “ci auguriamo che il parlamentare faccia pubblicamente chiarezza sull’accaduto”.