I prestiti alle imprese rendono lโassetto delle banche meno stabile, aumentano le sofferenze e la preoccupazione degli addetti del settore. Lโintero comparto dei finanziamenti palesa difficoltร ormai cronicizzate; lโintroduzione del Job Act, con tutte le sue criticitร , sta provando aย risollevare le sorti dei privati, ampliando il bacino di potenziali richiedenti; il web, grazie a portali per il confronto fra i prestiti come SuperMoney, amplia le prospettive a disposizione del consumatore. Le difficoltร , tuttavia, permangono, le realtร aziendali continuano ad annaspare nei fanghi vischiosi dellโinvoluzione economica, seppur con segnali di ripresa.
Prestiti alle imprese: soffrono soprattutto le piccole aziende
Secondo lโultimo studio condotto da Abi-Cervad, il settore prestiti ha nelle imprese non finanziarie il proprio elemento di maggior fragilitร . Obiettivo dellโindagine condotta dalle due associazioni รจ sia quello di stimare i tassi dโingresso in sofferenza per le diverse imprese italiane, suddivise a seconda della propria dimensione, e sia produrre proiezioni attendibili sui futuri andamenti dei prestiti alle imprese. Le prime stime fanno riferimento al 2013 e hanno evidenziato come, per ciรฒ che riguarda la sofferenza bancaria, sono soprattutto le aziende di piccole dimensioni a mostrare segni di fragilitร e inaffidabilitร creditizia, ma con dovute eccezioni.
Per microimprese, lo studio considera tutte quelle realtร societarie con meno di 10 dipendenti e con un giro dโaffari totale inferiore ai 2 milioni di euro. Sono classificate come macroimprese le realtร con piรน di 250 dipendenti e un fatturato superiore ai 50 milioni di euro.
Il mercato delle costruzioni
Come detto, sebbene a soffrire di piรน siano le microimprese, vi sono delle eccezioni. La piรน significativa riguarda il settore edile, in cui le maggiori difficoltร nella restituzione di prestiti si รจ concretizzata per le imprese considerate di grandi dimensioni. Nel 2013, rivela lo studio, la sofferenza bancaria delle macroimprese del comparto delle costruzioni si รจ attestata sul 7,1%, superiore al 6,2% delle aziende medie, al 5,6% delle piccole societร e al 4,7% delle microimprese.
Proiezioni future: miglioramenti nel 2016
A far sorridere gli stakeholder del settore sono le proiezioni relative al 2016. Lo studio di Abi-Cervad, infatti, stima una significativa diminuzione delle sofferenze bancarie e prestiti meno gravosi per la gestione commerciale delle aziende. Secondo quanto calcolato, infatti, il prossimo anno la sofferenza bancaria per le aziende del settore costruzioni sarร pari al 3%, in netto calo rispetto allโattuale 3,7%.
Il miglioramento, che interesserร ogni tipologia di assetto aziendale, sarร perรฒ accompagnato da un piรน ampio differenziale di rischio fra micro e macroimprese, con le prime pronte a palesare le difficoltร piรน significative. La quiescenza dei mercati, infatti, ha innalzato il livello di entrata in sofferenza per le societร , con effetti negativi che colpiscono soprattutto le realtร di dimensioni limitate.