Priorità a giovani e lavoratrici. Con i nuovi bonus della Manovra. Parla la senatrice del Movimento 5 Stelle, Nocerino: “Sgravi contributivi al 100% per chi assume donne”

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Le misure introdotte per contrastare la crisi economica derivante dal Covid-19 hanno consentito di evitare 600 mila licenziamenti, da marzo ad oggi. “Un risultato importante” secondo la senatrice M5S e componente della commissione Lavoro Simona Nocerino. Ma tanto c’è ancora da fare: “Siamo consapevoli della complessità del momento che il Paese sta attraversando”. E per ripartire, spiega ancora la Nocerino, si deve pensare innanzitutto a giovani e donne. Esattamente come si spera di fare con la prossima Manovra.

Partiamo, però, da ciò che è stato fatto finora. Qual è stato l’impatto dei provvedimenti del governo per arginare gli effetti della crisi Covid-19?
L’analisi di Bankitalia dimostra come il combinato disposto blocco dei licenziamenti e finanziamento della cassa integrazione, che la manovra proroga con ulteriori settimane a costo zero per le aziende, hanno consentito di evitare 600 mila licenziamenti, da marzo ad oggi. Lo trovo un risultato importante.

Quali sono le categorie più colpite?
Questa crisi ha avuto un impatto assai importante in quasi tutti i comparti. Tra le categorie più colpite rientrano certamente giovani e donne, come certificato dall’Istat. Nel secondo trimestre del 2020 si contano 470 mila occupate in meno rispetto allo stesso trimestre del 2019.

Con la Manovra 2021 si vuole ripartire prorio da giovani e donne. Come?
Penso alla riduzione del 30% dei contributi per le aziende del Sud che assumono nuovo personale, una misura prevista nel dl Agosto; alle misure introdotte nel ddl Bilancio per l’impiego di giovani fino a 35 anni, nelle aziende, che consentono ai datori di lavoro delle regioni del Centro e del Nord di usufruire di sgravi triennali e quelle con sede nel Mezzogiorno di incentivi quadriennali; penso all’occupazione femminile, con sgravi contribuitivi del 100% per chi assume al Sud donne disoccupate da almeno 6 mesi e da almeno 24 mesi nel resto d’Italia. Si tratta di un tris di incentivi che si riflette sul costo del lavoro, abbattendolo, con un risparmio per le aziende fino a 500 euro al mese per neoassunto, pari a 6 mila euro su base annua.

E invece per le categorie più fragili come i disabili cos’è stato previsto?
È stato finanziato con 75 milioni di euro, nel triennio 2021-2023, il Fondo per il Caregiver familiare, ma in sede di conversione in legge posso anticipare che presenteremo emendamenti per chiedere al governo di aumentare ulteriormente le risorse del fondo e assicurare copertura agli interventi che abbiamo individuato nel disegno di legge all’esame della commissione Lavoro del Senato, di cui sono prima firmataria. Questo riguarda proprio l’introduzione della figura del Caregiver familiare, che non ha ancora cittadinanza nel nostro Paese. Il ddl che ho presentato ora è all’esame della commissione Lavoro: introdurre il Caregiver familiare significa assicurare diritti ad un’ampia platea di donne e uomini, che si occupano di familiari disabili h24.