Processo Monte dei Paschi di Siena, Profumo e Viola condannati a 6 anni di carcere. Multa da 2,5 milioni di euro ciascuno. Erano accusati di false comunicazioni e aggiotaggio

dalla Redazione
Cronaca

Sei anni di reclusione è la condanna inflitta dal Tribunale di Milano ad Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, processati in qualità di ex presidente ed ex Ad di Banca Monte dei Paschi di Siena. Ai due manager è stata inflitta anche una sanzione pecuniaria di 2.5 milioni ciascuno, oltre alle pene accessorie di rito, tra cui 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e due anni di interdizione dagli uffici direttivi di imprese.

Le accuse mosse nei loro confronti erano di false comunicazioni sociali e aggiotaggio in relazione ai derivati Alexandria e Santorini e alla loro contabilizzazione a saldi aperti nei bilanci di Mps per gli anni 2013 e 2014 e il primo semestre del 2015. Il pm Stefano Civardi, durante la sua requisitoria, prima di ribadire la richiesta di assoluzione, aveva spiegato che tale contabilizzazione, pur “non corretta” , “di certo non era diretta a ingannare soci e mercati”.

La difesa ha sempre sostenuto che “nessuna informazione fuorviante è mai stata data al mercato”. La Banca è stata stata, invece, condannata a una sanzione di 800mila euro. Mentre l’allora presidente del collegio sindacale, Paolo Salvadori, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi. “Leggeremo con attenzione le motivazioni e senz’altro presenteremo appello contro una sentenza che consideriamo sbagliata. Abbiamo sempre creduto nel corretto operato dei nostri assistiti” il commento dell’avvocato Adriano Raffaelli, uno dei difensori di Profumo e Viola.

L’inchiesta, condotta dai pm Stefano Civardi, Mauro Clerici e Giordano Baggio, era scattata in seguito alla decisione dei magistrati della Procura di Siena di trasmettere alcuni atti di indagine alla Procura di Milano per competenza territoriale. Dai successivi accertamenti investigativi, però, non erano emersi profili penalmente rilevanti. Da qui la richiesta di archiviazione, poi respinta dal gip che dispose l’imputazione coatta. Profumo, Viola e Salvadori sono così finiti sotto processo e condannati, come era già avvenuto per i manager della precedente gestione, tra cui l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex direttore generale Antonio Vigni e l’ex direttore finanziario Gianluca Baldassarri.