Profughi Ucraina, 23mila quelli finora accolti in Italia. Draghi: “La crisi umanitaria è senza precedenti dal Dopoguerra in Europa”

Profughi Ucraina
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“All’8 marzo i numeri erano di 21 mila cittadini ucraini arrivati in Italia, ad oggi sono 23.872, principalmente la frontiera attraverso la quale passano è quella al confine italo-sloveno”. È quanto ha detto il premier, Mario Draghi, nel corso del Question Time alla Camera (qui il video) parlando dei profughi arrivati in Italia dall’inizio del conflitto in Ucraina.

Profughi Ucraina, oltre il 90% è costituito da donne e bambini

“La crisi umanitaria è senza precedenti dal Dopoguerra in Europa” ha aggiunto il presidente del Consiglio. Oltre il 90 per cento dei profughi arrivati finora in Italia “sono donne e bambini”. “Ieri 10.500 donne, oggi 12 mila, gli uomini erano 2mila ieri, oggi 2.200, i bambini 8.500 ieri e oggi 9.700. Il flusso è certamente destinato ad aumentare” ha aggiunto Draghi.

“I primi strumenti di assistenza sanitaria sono stati organizzati dalla Protezione civile – ha detto ancora il premier -, in particolare per la gestione e il contenimento dell’emergenza da Covid-19. Inoltre, abbiamo previsto un ampliamento della rete di accoglienza: abbiamo disposto, tra l’altro, che i cittadini ucraini possano essere ospitati in tutte le strutture di accoglienza per migranti anche indipendentemente dal fatto che abbiano presentato domanda di protezione internazionale o dal possesso di altri requisiti previsti”.

“Lo sforzo organizzativo in atto – ha aggiunto – coinvolge tutti i livelli di Governo, sia al centro sia sul territorio. Voglio ringraziare il Dipartimento della Protezione Civile, il Ministero dell’Interno, le Regioni e i Comuni per il loro sforzo, in particolare sul fronte dell’alloggio dei profughi”.

Draghi: “I profughi o fanno il tampone ogni 48 ore o accettano di vaccinarsi”

“Sul fronte sanitario – ha detto ancora il premier – i profughi o fanno il tampone ogni 48 ore o accettano di vaccinarsi. Il dipartimento della protezione civile provvede alla ricognizione dei posti letto e al trasferimento pazienti inoltra agli ucraini nei centri di prima accoglienza è prevista assistenza sanitaria, sociale, psicologica, orientamento legale e corsi di lingua italiana. Nei centri sono previsti servizi anche finalizzati all’integrazione e alla formazione professionale”.