Profumo d’intesa sulla legge elettorale. Ora i 5 Stelle aprono al Pd: Di Maio pronto al dialogo, ma Di Battista frena

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Se è solo l’ennesimo bluff o qualcosa di serio, saranno i prossimi giorni a dirlo. Fatto sta che nelle ultime ore sulla legge elettorale sembra muoversi qualcosa di concreto con prove d’intesa tra Movimento 5 Stelle e Pd.  Con il capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, che ha  annunciato “un testo base per giovedì, frutto di mediazioni con i partiti”. E il dirigente dem ha assicurato: “Il Pd se ne farà carico”. Certo, non è la prima volta che arrivano dichiarazioni concilianti, da verificare poi in sede di trattativa veri. Ma i toni, almeno di alcuni, sembrano più convinti anche per la necessità di fare davvero la riforma chiesta chiaramente dal Quirinale. “In questo momento vogliamo scrivere le regole del gioco insieme al partito di maggioranza, il Pd, e lo vogliamo fare per ragioni chiare. Non possiamo permetterci nuove elezioni politiche in cui ancora una volta si partorisce un risultato incerto che porta ad eventuali grandi ammucchiate”, ha dichiarato il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio.

Braccia aperte – Dai dem è arrivato un okay all’iniziativa da parte di Matteo Richetti, tornato vicinissimo alle posizioni di Renzi. “Se il vice presidente della Camera Di Maio e il M5S fanno sul serio e sono pronti ad assumersi fino in fondo la responsabilità di una legge elettorale condivisa, allora è possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa”, ha dichiarato il deputato del Pd, che ha posto alcuni paletti per l’accordo: “Impianto maggioritario e garanzia di governabilità come chiesto dal segretario Renzi. Nessun ritorno a logiche da proporzionale e restituzione di un risultato chiaro rispetto alle scelte dei cittadini. Su questo siamo pronti ad un lavoro responsabile e proficuo”. Tuttavia, nel M5S c’è chi ha rotto la magia di una possibile intesa, come ha fatto il depuato M5S Alessandro Di Battista: “Alla fine faranno un proporzionale puro per sancire l’inciucio con Berlusconi”. E quindi Dibba ha sollevato più di qualche dubbio sul dialogo con le altre forze politiche: “Il centrodestra ha fatto il Porcellum ed era incostituzionale. Il centrosinistra doveva correggere il Porcellum, ha fatto l’Italicum ed era incostituzionale. Tutti i partiti hanno fatto le ultime due leggi elettorali illegali, truffaldine. Ci possiamo fidare di loro?”.

Reazioni – Anche da Forza Italia il possibile compromesso tra Grillo e Renzi viene visto in maniera negativa. “Fi ha presentato una proposta di legge che prevede il premio alla coalizione qualora venga raggiunta una soglia del 40% di consensi. Siamo pronti al confronto, perché bisogna votare con una legge che consenta agli italiani di scegliere sia il governo che la coalizione”, ha ricordato il senatore Maurizio Gasparri. Mentre dalla Lega è arrivata un siluro: “Prove d’inciucio sulla legge elettorale tra Pd e 5 Stelle. Grillo e Renzi, due facce della stessa medaglia. Noi gli unici fuori dai palazzi, vogliamo elezioni subito, con qualsiasi legge elettorale”, hanno  accusato i capigruppo della Lega al Senato e alla Camera, Gianmarco Centinaio e Massimiliano Fedriga.