Pronto il piano di Speranza per distribuire i vaccini anti-Covid. Il ministro della Salute intanto torna a chiedere il Mes. Ma Palazzo Chigi frena: “Ci sono altre risorse per la Sanità”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Bisogna trasformare questa crisi in opportunità. Il Covid ci dà una lezione, che è quella di investire di più sul Sistema sanitario nazionale” con queste parole il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha proposto al Parlamento un piano per riprogrammare il modello di spesa sanitaria e chiudere con la stagione dei tagli, da finanziare “con tutte le leve di cui disponiamo”. Punta, dunque, al tanto Salva Stati. Quindi “con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità”.

Ma ormai è risaputo, quando si pronuncia l’acronimo di Meccanismo europeo di stabilità al premier Giuseppe Conte viene quasi l’orticaria. E direttamente da Palma di Maiorca risponde: “Comprendo che il ministro della Salute possa auspicare nuove risorse, il problema non è nello strumento ma nelle risorse. Già nella legge di bilancio ci sono cospicue risorse, nel Recovery Plan ci saranno cospicue risorse per il sistema sanitario. C’è un piano di rafforzamento della sanità, faremo in modo che le risorse siano adeguate”.

Certo, di questi tempi, fanno senz’altro comodo i 37 miliardi di prestiti per la sanità a cui l’Italia potrebbe attingere attivando la linea di credito creata ad hoc per la pandemia covid-19. Risorse su cui Speranza insiste: “Sarò in Parlamento il 2 dicembre per presentare il piano strategico sui vaccini anti-Covid. La priorità sarà data al personale sanitario, agli anziani e ai malati perché il vaccino all’inizio non sarà disponibile per tutti”. Ha detto il Ministro rivendicando il ruolo dell’Italia “primo motore dell’iniziativa che ha portato la Commissione europea a costruire contratti con le aziende farmaceutiche. E’ necessario riprogrammare il modello di spesa sanitaria”.

L’altro grande nodo è il territorio. A tal fine nel decreto Rilancio sono state stanziate “risorse per l’assistenza domiciliare, facendola salire dal 4 per cento di copertura al 6,7 per cento. Il mio obiettivo nel piano costruito è di arrivare a oltre il 10 per cento. Ora c’è una congiuntura interessante – ha detto Speranza – perché possiamo riprogrammare la riforma del Ssn avendo più risorse a disposizione“. Anche perché l’acquisto dei vaccini contro il Covid “sarà centralizzato e gestito dallo Stato. Come Italia avremo il 13,65 per cento dei vaccini già opzionati in sede europea” ha concluso.