Sì alla proroga dei licenziamenti. L’ultima retromarcia della Lega. Salvini prima stoppa il divieto e poi vuole reintrodurlo. Giallorossi all’attacco: basta giravolte dal Carroccio

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Licenziamenti, proroga sì o no. Per la Lega si cambia ancora. Dopo aver osteggiato la proposta del ministro del Lavoro Andrea Orlando di prorogare al 28 agosto il blocco dei licenziamenti, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, butta all’aria tutti i pezzi del puzzle e propone di rimettersi a giocare. In un’intervista apre al leader del Pd, Enrico Letta: “Sulla possibilità di prorogare il blocco dei licenziamenti. Noi siamo convinti che si possa fare”, dice. Un’apertura cui il numero uno dei dem guarda con sospetto.

“Da Salvini – commenta amaro – siamo abituati a cambiamenti repentini, giravolte e voltafaccia”. Letta non può non ricordare che di recente, in occasione del varo del Sostegni bis, la Lega si è schierata con gli industriali che hanno definito un blitz il tentativo di Orlando di inserire la proroga del divieto. La sottosegretaria leghista Tiziana Nisini ha parlato di “imboscata”. Definizione che il numero uno degli industriali Carlo Bonomi ha ripreso e rilanciato. “Il ministro Orlando – rammenta Letta – ha gestito la cosa con grande impegno. Avremmo immaginato di avere qualche elemento maggiore di protezione e gradualità ma la Lega ci ha lasciato da soli. Il compromesso alla fine è stato trovato sulla base di una posizione del Carroccio che in quella fase non era disponibile a dare maggiori protezioni”.

E’ per questo che oggi di fronte all’ennesima giravolta il segretario del Pd a Salvini rivolge un appello alla serietà: “Non alziamo aspettative che verranno frustrate soprattutto quando in momenti chiave hanno preso posizioni opposte lasciando i lavoratori privi di certe protezioni”. Oggi, peraltro, il leader leghista incontrerà Bonomi. Non si esclude un’ennesima inversione di marcia. Sebbene adesso insista col nuovo credo: “L’obiettivo è aiutare le imprese a non licenziare o licenziare il meno possibile, perché ogni posto di lavoro è sacro”.

Nel frattempo intervengono gli alleati di Salvini. L’azzurra Anna Maria Bernini chiede di non rimettere in discussione ogni giorno la mediazione trovata. Non la pensano così i Cinque Stelle convinti della necessità di dover prorogare il blocco e a tal fine chiedono l’apertura di un tavolo in maggioranza. “La posizione del M5S è sempre stata netta: prorogare per ulteriori mesi il divieto di licenziamento, così da agganciare la riforma degli ammortizzatori sociali e parallelamente puntare su politiche che incentivino il ricorso delle aziende a percorsi di formazione e riqualificazione delle competenze del personale”, dichiarano i senatori M5S della commissione Lavoro.

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dal canto suo, avverte che bisognerà prepararsi a un’uscita dall’emergenza che, per quanto accompagnata, vedrà venir meno i sussidi e le misure straordinarie, a partire dal blocco dei licenziamenti. E invita per questo a “mantenere il sostegno a chi perde il lavoro”. Musica per le orecchie dei sindacati. Chi invece non ci vuol sentire è Confindustria. “Il blocco dei licenziamenti – incalza Bonomi – è una misura che stiamo adottando solo noi a livello planetario, siamo col blocco da febbraio 2020, noi ci riconosciamo perfettamente nella mediazione fatta da Draghi equilibrata, saggia”.

Mentre il dg degli industriali Francesca Mariotti, in audizione alla Camera sul Sostegni bis, si dice convinta che “con l’eliminazione del blocco dei licenziamenti “ci sarà un aggiustamento fisiologico ma non c’è da aspettarsi un’emorragia di lavoratori”. Non ci stanno i sindacati. Che continuano a chiedere la proroga fino a fine ottobre e minacciano in assenza di risposte forme di mobilitazione.