Prostitute e tangenti per avere favori. In Puglia salta fuori una nuova rete di corruzione. Dodici arresti, tra cui due sindaci, vicesindaci e dirigenti comunali

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Anche prostitute e tangenti per ottenere favori dalle pubbliche amministrazioni. Con queste accuse 12 persone sono finite agli arresti in carcere o ai domiciliari in diversi Comuni delle province di Bari, Brindisi e Potenza. Tra loro ci sono due sindaci, uno di Torchiarolo e l’altro di Villa Castelli, Nicola Serinelli e Vitantonio Caliandro, nel Brindisino, e due vicesindaci, uno di Poggiorsini (Bari) e l’altro di Torchiarolo (Brindisi). Le altre persone coinvolte sono dirigenti degli uffici tecnici comunali, incaricati di pubblico servizio e il direttore generale dell’azienda di servizi ecologici di Manfredonia (Foggia).

Nel mirino della magistratura è finita una presunta associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione, tra cui la corruzione, con favori concessi da amministratori pubblici, sia dirigenti che politici, a una società di rifiuti di Carovigno (Brindisi).

Seguendo questa pista, con indagini che vanno avanti dal 2014, gli inquirenti avrebbero accertato altri reati connessi, tra cui il finanziamento illecito dei partiti, la truffa aggravata per ottenere contributi pubblici e il favoreggiamento della prostituzione.