Pure la Consip a caccia di mascherine e Amuchina. Invitate tutte le ditte italiane e straniere produttrici ad iscriversi al registro

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Che con il diffondersi dell’epidemia coronavirus sia sempre più difficile trovare mascherine e gel disinfettante nelle farmacie, è un dato di fatto. E la psicosi soprattutto dei primi giorni certamente ha contribuito in questo senso. Il problema, però, è che la carenza di mascherine e disinfettanti potrebbe presto allargarsi anche alle strutture pubbliche. Ed è per questo che preventivamente la Consip, la centrale acquisti della Pubblica amministrazione che ricade direttamente sotto la gestione del ministero dell’Economia, ha pubblicato un annuncio piuttosto chiaro: “In relazione all’emergenza sanitaria in corso per la diffusione della patologia Covid 19, si invitano tutte le imprese italiane e straniere produttrici e/o distributrici di mascherine chirurgiche, mascherine FFP2 e FFP3 ad abilitarsi al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione – MePA, per esporre il proprio catalogo di prodotti e facilitare in tal modo le procedure di approvvigionamento da parte delle Pubbliche Amministrazioni”.

I TRE AMBITI. In altre parole è la stessa Consip che in questo caso, prima ancora di un eventuale bando, chiede alle imprese di iscriversi e abilitarsi alla piattaforma elettronica Mepa di modo che, se dovesse servire (come pare), le pratiche di fornitura saranno più immediate. Tre, come detto, le categorie di abilitazione richieste: “mascherine chirurgiche – categoria di abilitazione Forniture specifiche per la Sanità”; “mascherine FFP2 e FFP3 – categoria di abilitazione Tessuti, Indumenti (DPI e non), equipaggiamenti e attrezzature di Sicurezza / Difesa”; Amuchina – categoria di abilitazione Prodotti Monouso, per le Pulizie e per la Raccolta Rifiuti”. Dalle tre sezioni si capisce bene che l’attenzione della Consip è rivolta ovviamente soprattutto al personale sanitario e militare impiegato massicciamente nel fronteggiare l’emergenza. Il che, tuttavia, lascia anche capire che se non ci si dovesse muovere in anticipo e per tempo (come giustamente è stato fatto), si arriverebbe alla situazione che le stesse strutture pubbliche potrebbero essere sprovviste degli strumenti necessari per combattere contagi e virus. E visti i dati che giornalmente arrivano dalla Protezione Civile, con i numeri che certamente non sono positivi, è bene prevenire ogni tipo di pericolo. Anche il più remoto.

BANDI ANNULLATI. Ma restando in tema bandi di gara, c’è anche un altro aspetto che vale la pena sottolineare. Tutto il settore economico, come si sa ormai da giorni, è in un drammatico stato di stallo totale. E così inevitabilmente anche alcuni bandi di gara sono stati annullati e rinviati. Come nel caso di un bando indetto dalla Cotral per la fornitura di vestiario che proprio ieri ha comunicato che “in considerazione dello stato di emergenza nazionale determinato dalla diffusione del Covid-19 […] la scadenza del termine per la presentazione delle offerte, fissata al 19 febbraio u.s. e posticipata al 10 marzo p.v., viene ulteriormente posticipata alle ore 12:00 del 21.4.2020”. Sperando che allora, il 21 aprile, quello del coronavirus sia un pericolo superato. O quantomeno domato.

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di Gaetano Pedullà

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