Pure la Raggi sul carro del Papa. Il treno di Pio IX arriva alla Centrale Montemartini. L’ultima trovata per sostenere un museo che arranca

di Franz Besteck
Cultura

Virginia Raggi salirà su una carrozza papale. Oggi il sindaco di Roma si recherà nella Centrale Montemartini di via Ostiense per inaugurare la sala del Treno di Pio IX, collocato in quello che un tempo era un settore delle caldaie, il numero 2. Dal piano terra del museo si accederà al nuovo spazio, che amplia il percorso espositivo. Nel nuovo ambiente l’allestimento presenterà anche una piastra a rilievo che decorava la locomotiva del treno, con lo stemma di Pio IX, e due tondi, opere di Jean Léon Gérôme (1856-1858), già situati nel vagone che ospitava la cappella. In una teca, un modellino di treno a vapore del secondo quarto del XIX secolo, dono di una compagnia ferroviaria britannica a papa Gregorio XVI (1831-1846).

IL TRASLOCO
Il treno era già conservato nel Museo di Roma a Palazzo Braschi, esposto al piano terreno dell’edificio dal 1951. Prima ancora, con l’ingresso di Roma nel Regno d’Italia, nel 1870, le vetture si trovavano a Termini, danneggiate: restaurate, nel 1911 vennero mostrate a Castel Sant’Angelo, nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantenario dell’unità d’Italia. Nel 1930 il trasferimento a via de’ Cerchi, a due passi dal Campidoglio. Come hanno scritto Maria Grazia Massafra e Anita Margiotta nel libro “Un percorso fotografico a Palazzo Braschi 1870-1987: Oggi sede del Museo di Roma”, il 2 agosto del 1951 “le tre vetture vennero fatte uscire dall’ex pastificio-museo di via de’ Cerchi, abbattendo parte della facciata”, ed entrarono nell’edificio di piazza di San Pantaleo grazie ad “uno squarcio praticato nella facciata che dà su piazza Navona”. Un’altra breccia venne realizzata nel giugno 2008, per renderne possibile l’uscita. Un treno che era stato “donato al Papa dalla compagnia francese che gestiva la linea Pio-Centrale”. Il progetto di Roma Capitale programmato dalla Sovrintendenza Capitolina, per il restauro degli spazi espositivi della Centrale Montemartini da dedicare al treno, è datato 30 ottobre 2008, con il codice opera OP0806910001, per un importo totale netto di 200 mila euro.

DECENNI DI COSTI
Solo ora, nel 2016, il convoglio papale torna visibile: nel frattempo, gli archivi del Comune di Roma indicano altre spese sostenute nel corso degli anni dalla sovrintendenza, come la “progettazione e realizzazione di contributi filmati video e fotografici inerenti le carrozze del treno Pio IX”, aggiudicata da Innocom srl per 21 mila euro, e quelli per “contenuti multimediali 3D” firmati da Daniele Fabbro per 29 mila euro. Una parte di un lungo elenco, per non parlare delle spese necessarie per trasportare per l’ennesima volta il convoglio, con la speranza che questa collocazione sia definitiva. L’obiettivo è permettere al museo di via Ostiense di trovare finalmente quel successo di pubblico che attende da tempo, anche se bisogna ricordare che nel piano esecutivo di gestione 2016-2018 del Campidoglio le opere esposte alla Centrale Montemartini risultano 362, quelle non esposte 1.459.