Putin accolto a Roma da zar. L’Italia è un riferimento privilegiato delle superpotenze. Prove d’intesa sulle crisi aperte in Libia e Venezuela

di Raffaella Malito
Politica

Quando il vicepremier Matteo Salvini è volato in America il suo obiettivo dichiarato è stato quello di fare dell’Italia l’interlocutore europeo privilegiato degli Usa. Con la visita di Vladimir Putin a Roma l’Italia diventa l’interlocutore europeo privilegiato della Russia. Roma cerniera tra Usa e Russia, tra Russia ed Europa. Sul tavolo degli incontri avuti da Putin, con il Papa prima e il presidente della Repubblica e il premier Giuseppe Conte dopo, ci sono i dossier internazionali che scottano: Libia, Venezuela, Siria, Ucraina. E la questione nevralgica per Putin: le sanzioni.

GLI OBIETTIVI. Mosca spera che l’Italia possa farsi portavoce per la loro rimozione. “Comprendiamo che l’Italia è legata con gli impegni europei e non abbiamo nessuna pretesa ma speriamo che sulle sanzioni porti avanti la posizione di un ritorno dei rapporti a 360 gradi con la Russia”, dice Putin. Che aggiunge: “Siamo grati all’Italia per quello che riguarda la necessità di ristabilire il regime pieno dei rapporti tra Usa e Russia”. Le sanzioni “hanno rappresentato una perdita per tutti, sia per noi che per voi, la nuova dirigenza Ue forse terrà contro di questo. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”, assicura Conte. Tra Russia e Italia “i rapporti bilaterali sono ottimi”, fa sapere il Quirinale dopo il faccia a faccia tra Putin e Sergio Mattarella.

CASI INTERNAZIONALI. I due presidenti hanno condiviso la preoccupazione per la Libia e hanno affrontato anche il dossier Venezuela, trovando “convergenza sulla necessità di costruire un percorso pacifico che permetta al popolo venezuelano di scegliere il proprio governo con nuove elezioni presidenziali”. Libia e Venezuela tornano prepotentemente durante la conferenza stampa di Conte e Putin. Sulla Libia, spiega il premier, abbiamo “convenuto sull’esigenza di sostenere il ruolo dell’Onu e lavorare per ottenere un rapido cessate il fuoco e il ritorno al tavolo negoziale”. Putin, da parte sua, aggiunge: “Noi appoggiamo sia i rapporti con Fayez Sarraj sia quelli con Khalifa Haftar”.

E punta il dito contro la Nato: “Chi ha distrutto la stabilità della Libia? Per me è stata una decisione della Nato. Non dobbiamo portare noi un ruolo stabilizzatore” della situazione, “dobbiamo chiederlo a chi” lo ha deteriorato. Conte si propone quale mediatore nel dialogo tra Ue e Russia anche sul dossier missili. “Questioni come il trattato sui missili di media gittata pongono con forza l’esigenza di una cornice di sicurezza europea condivisa da tutti i suoi principali attori. L’Italia è assolutamente pronta a dare il suo contributo per raggiungere questo obiettivo, per il quale il dialogo con la Russia è elemento essenziale”.

LA SPINA KIEV. E poi c’è l’auspicio a sciogliere con l’elezione del nuovo presidente Volodymyr Zelensky la crisi ucraina. “Condividiamo” il fatto “che la crisi in Ucraina sia una questione da risolvere al più presto: mette in discussione i fondamentali rapporti tra Ue e Russia e rischia di far perdere un importantissimo bagaglio di fiducia e regole maturato in 25 anni di dialogo”, afferma il premier. E di dazi Putin torna a parlare sui rapporti tra Usa e Cina: “Noi vogliamo”, dice, che ci sia un accordo commerciale tra America e Cina “perché in caso contrario, caleranno il commercio mondiale e il Pil mondiale. Bisogna fare di tutto perché gli accordi siano raggiunti e le restrizioni unilaterali siano tolte. Conosco la posizione duttile e flessibile cinese, vediamo come si risolverà la situazione”.