Quando salvano il Cavaliere le toghe non sono più rosse. Annullate dal Tar le sanzioni inflitte dall’Agcom a Mediaset per il troppo spazio offerto a Berlusconi

di Clemente Pistilli
Politica

Nonostante siano pochi i processi che per Silvio Berlusconi non sono finiti tra un proscioglimento per intervenuta prescrizione e un’assoluzione, il leader di Forza Italia, sia ora da una posizione di opposizione minoritaria quanto prima da premier e potentissimo capo del centrodestra, continua a sbraitare su una vera e propria persecuzione nei suoi confronti compiuta da toghe politicizzate. Insomma le solite toghe rosse.

Peccato però che, proprio nei giorni in cui le polemiche sono state riaccese dall’audio attribuito al giudice estensore della sentenza di condanna in Cassazione, altri giudici, quelli del Tar del Lazio, hanno cancellato le sanzioni inflitte dall’Agcom al Gruppo Mediaset per aver dato troppo spazio al Cav in piena campagna elettorale e con buona pace della par condicio. Una vicenda che risale al 2011. Pochi mesi prima dell’addio di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi sotto i colpi dello spread e dell’arrivo alla guida del governo di Mario Monti.

Per quello che appariva come l’ennesimo conflitto di interessi, con l’imprenditore alla guida delle principali tv private italiane che ottiene proprio su quelle tv spazi inopportuni come politico, le toghe non sono sembrate affatto politicizzate: tutto annullato. Dal TG5 al TG4, fino a Studio Aperto, tutti salvi per un cavillo: sanzioni inflitte senza prima inviare a Mediaset una diffida. E annullata per la stessa campagna elettorale pure la sanzione inflitta dall’Agcom alla Rai, relativa sempre a un’informazione sbilanciata a favore del Cav.