Quel Caravaggio finito in soffitta. Capolavoro dell’artista in una vecchia casa di Tolosa. Dimenticato da 150 anni. Valore stimato 120 milioni

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Una storia talmente affascinante da sembrare la trama di un film di Arsenio Lupin. Ma se invece fosse tutto vero? Una versione del celebre dipinto di Giuditta e Oloferne, simile a quello conservato alla Galleria d’’Arte Antica di Roma (Palazzo Barberini), è stato ritrovato nel solaio di una vecchia casa di Tolosa, nel sud della Francia.
Per alcuni esperti si tratta della mano di Caravaggio e ora Parigi vuole crederci. A cominciare dal ministero della Cultura che ha decretato il divieto di uscita di quella tela di 144 x 173,5 centimetri dal territorio e l’ha catalogata come Tesoro nazionale. Dimenticato per almeno 150 anni nella sottotetto di una vecchia casa, l’opera è in uno stato di conservazione eccezionale. I proprietari sono dei discendenti di un ufficiale dell’esercito napoleonico. Valore stimato: 120 milioni di euro.

BENI CONFISCATI – Da de Chirico a Dalì, da Sironi a Carrà, passando per Fontana e Ligabue, accanto a numerosi artisti databili tra il 1600 e il 1700, per un totale di 125 quadri preziosi, il cui valore è ancora più grande perché tutti confiscati alla criminalità organizzata. I “gioielli” della mafia confluiranno nel nuovo Palazzo della Cultura di Reggio Calabria, un vero e proprio strumento per combattere la malavita direttamente “sul campo”. La mostra aprirà le porte il 7 maggio offrendo ai suoi visitatori una esposizione permanente con tele di incomparabile pregio.