Quelle strane commesse della Regione Sicilia che fanno ricchi i piemontesi. Palermo destina all’Anci 6 milioni per consulenze, ma a incassare sono tutte aziende del Nord

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Pretenziosi sistemi informatici per informare la popolazione delle aree a rischio ambientale o per attrarre finanziamenti con cui bonificare le zone a rischio. C’è di tutto e di più nei progetti che la Regione siciliana aveva commissionato all’Ancitel e che solo la situazione di profondo rosso della controllata dei Comuni ha fatto venire alla luce. Insieme a una vera stranezza: a pagare per questi progetti era la Regione Sicilia, ma all’incasso si presentavano solo società piemontesi. La storia è tra quelle che hanno messo nei guai i conti di Ancitel. Tutto nasce quando l’assessore siciliano al Territorio, Gian Maria Sparma (arrestato per tangenti e in precedenza ex capo della segreteria tecnica del sottosegretario Adolfo Urso e vice capo di gabinetto del ministro Corrado Clini), affida quattro commesse all’Anci per la bellezza di sei milioni di euro. Servizi dall’oggetto tanto generico da apparire a occhio nudo improbabili e pretestuosi. Come La Notizia ha avuto modo di verificare, il primo progetto denominato Sga Iso 14001 prevede la realizzazione di un sistema di gestione ambientale per favorire interventi istituzionali su aree particolarmente esposte a inquinamento e rischio alla salute. Il fine è generico e vago, ma la dotazione è di due milioni e 735mila euro. Mica bruscolini. OBIETTIVI GENERICI Il secondo progetto è denominato Formazione Pa Formtecma. Da antologia bizantina la motivazione di questa formazione tecnico manageriale: “Obiettivo generale del progetto è favorire, attraverso l’acquisizione di progetti operativi idonei e di modelli culturali innovativi, l’aggiornamento delle conoscenze e delle competenze al fine di poter migliorare le capacità ed efficacia d’intervento”. Cosa voglia dire in concreto è quanto meno nebuloso, ma i 723mila euro stanziati sono concretissimi. Il terzo progetto “Seveso” è una ricerca sui siti pericolosi e un piano di comunicazione alla popolazione. La dotazione? Due milioni e 79mila euro. L’ultimo, denominato “portale amianto” è un portale per la pubblicazione di bandi della regione sulla materia. Basterebbe un piccolo link sul portale della Giunta o su quello dell’assessorato, ma così si riescono a spendere 717mila euro. Di tutti questi soldi, 3.924mila euro sono stati già versati dalla Regione siciliana, mentre altri 2.315mila euro restano da dare. PALERMO PAGA, TORINO INCASSA Ma perché la vicenda affonda Ancitel? Perché una volta prese le commesse Anci stipula le convenzioni operative con la sua controllata e si impegna a pagare i relativi servizi. Ancitel a sua volta incarica una serie di società private, quasi tutte del Piemonte, che fatturano e battono cassa. In Sicilia però Sparma finisce in carcere e le commesse revocate, con gli oltre due milioni ancora da pagare e per i quali si apre l’immancabile contenzioso. Soldi che però adesso mancano al bilancio. Nel frattempo le società piemontesi che hanno svolto il lavoro non vengono pagate e qualcuna va in liquidazione. Poco male, visto che avevano un capitale di poche migliaia di euro, con i quali però hanno fatturato per milioni.

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