Questa è la canzone della Marinelli

di Fabrizio Caccia per il Corriere della Sera

Questa è la canzone della Marinelli

Lei, Letizia Marinelli, la consigliera di parità della Regione Abruzzo finita nella bufera di Rimborsopoli insieme al governatore Gianni Chiodi per una notte passata insieme a Roma nella stanza 114 dell’Hotel Del Sole , il 15 marzo 2011, è anche cintura nera di karate e ieri ha messo su Facebook la foto di una pantera. Messaggio chiaro: vuole combattere e lo annuncia ai suoi «amici» del social network.

«Io, carte alla mano, sono pronta. Dei fondi dell’Aquila, di chiarezza e trasparenza, ho intenzione di parlare e lo farò». I fondi dell’Aquila sono un milione e mezzo di euro a lei affidati (nel novembre 2011) da un’ordinanza di Palazzo Chigi e da un successivo decreto dello stesso Chiodi, per realizzare un centro antiviolenza con i soldi del terremoto. Inevitabile il sospetto che si sia trattato di un favoritismo. Soldi comunque da lei mai spesi. E il centro non fu mai realizzato.

Sul caso sono state presentate tre interrogazioni, l’ultima della senatrice pd Stefania Pezzopane e il ministro del Lavoro Enrico Giovannini tra oggi e domani potrebbe revocarle la nomina. La Marinelli però tira dritto: «Mi spiace per voi, malgrado la lapidazione in pubblica piazza non avrete né vedrete il mio sangue». E con l’inviata di «Presa Diretta» (RaiTre) Elena Stramentinoli, taglia corto: «Io non mi dimetto, perché non ho avuto alcuna facilitazione e dunque non c’è motivo per cui dovrei nascondermi». Ammette di soffrire solo per «mio marito e la mia famiglia».

E se Chiodi giorni fa citava Gandhi, lei ora cita Buddha: «Chi mi conosce, sa. Chi non mi conosce, giudica. Chi pensa di sapere tutto di me, s’illude». «Non sono interessata alle passerelle mediatiche – ricorda al Corriere -. Io ho tanti ruoli: di madre, di donna, di moglie, di docente e devo riuscire a tenerli tutti insieme secondo il mio credo ed i miei principi». «Ma non ho fatto niente – si appella agli amici di Facebook -. Posso dimostrare ogni cosa e la magistratura vaglierà, ma voi costruite il vostro pensiero sui fatti, non sulle chiacchiere da bar, non giudicate troppo presto, non sempre le cose sono come sembrano…».

E ancora: «Ci sono Paesi dove le donne vengono lapidate per adulterio. Con me non stanno usando sassi ma il sangue c’è. Vi dà soddisfazione vederlo?». Tra i tanti messaggi di stima che sta ricevendo, ve ne sono alcuni però al vetriolo di ragazze che le chiedono di dimettersi per la sua nomina a consigliera (meno di 200 euro di rimborso mensile) ottenuta a scapito di 22 concorrenti: «Ma voi conoscete i miei titoli?», ruggisce la Marinelli.

Oggi a Pescara è il giorno dell’interrogatorio in Procura di Gianni Chiodi, indagato insieme ad altri 24 tra consiglieri e assessori d’Abruzzo, per truffa, peculato e falso. Anche lui ha cambiato la copertina su Facebook: ora c’è un soldato americano con l’elmetto.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 08:11
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