Questa volta a piangere è Salvini. Per la Consulta è inammissibile il referendum della Lega sulla legge Fornero. La riforma delle pensioni non si tocca e Salvini sbotta

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La legge Fornero non si tocca. Con buona pace del leader della Lega Matteo Salvini che aveva promosso un referendum per abrogarla. La Corte Costituzionale, infatti, ha dichiarato inammissibile il referendum. La legge sulle pensioni made in Fornero, dunque, resta. Tale e quale a come concepita sotto il governo di Mario Monti. La Corte “avrà avuto le sue buone ragioni. Ritengo questa decisione positiva per il Paese”, ha commentato lo stesso ex ministro del Lavoro. Che rilancia: “Ora il Parlamento se vuole esamini la riforma con pacatezza e lungimiranza”.

Di tutt’altra pasta, invece, il commento del segretario della Lega, Salvini: “Oggi muore la democrazia. È una vergogna”. E lancia anche lui, con spirito grillino, il suo “vaffa” che, spera, “lo senta tutta l’Italia”. Salvini, però, non si ferma qui e annuncia battaglia: “non finisce qui, dice. E dai microfoni di Radio Padania attacca ancora: “è una infamata nei confronti di milioni di italiani che non arrivano a fine mese. Altro che legge elettorale”, evidenziando che è “di una volgarità incredibile passare il tempo a discutere della legge elettorale mentre la gente muore di fame”. Sul piede di guerra, tutto il partito. “Sconcertato”, infatti, si dice anche Roberto Calderoli, vice Presidente del Senato e primo firmatario del quesito e referente del comitato promotore del referendum per l’abrogazione della legge: “è una sentenza che assume un significato squisitamente politico e che sembra fatta apposta per salvare il governo Renzi”, dice.

Non sono ovviamente mancate le reazioni. Per il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd), “al di là di questa decisione il tema previdenziale va comunque messo all’ordine del giorno dal governo. La situazione non è più reggibile per le conseguenze che la riforma Fornero ha prodotto. In primo luogo, l’eccessivo innalzamento dell’età pensionabile, oltre i 67 anni, frena l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro”. Insomma, a prescindere dal no della Corte, il giudizio su quanto realizzato dalla Fornero è assolutamente negativo. Ancora più dura Adriana Poli Bortone (Fratelli d’Italia), secondo la quale “la dichiarazione di inammissibilità della Consulta sul referendum sulla riforma Fornero è un fatto grave”. Mentre il responsabile nazionale lavoro di Sel Giorgio Airaudo accusa “la riforma Fornero” di aver creato diseguaglianze e annuncia che “Sel presenterà una proposta di riforma per sanare le ingiustizie della Fornero e distinguere i lavori in relazione alla pensionabilità”.

E non è detto, ora, che anche la bocciatura della Corte non possa incidere sulla partita del Quirinale. È lo stesso Salvini ad avvertire la maggioranza: “ “si scordino di dialogare con la Lega dopo lo schifo che è accaduto oggi alla Consulta. Si scordino di proporre il nome di Giuliano Amato che fa parte di questa corte che ha bocciato il referendum”. Insomma, porte in faccia a chi fino ad ora ha difeso e legittimato il governo Monti. Una mossa che certamente, di contro, gonfierà di nuovi voti la Lega Nord.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA