Raffaele Tiscar, un lobbista ciellino nel Giglio Magico

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Non è un personaggio qualunque quel Raffaele Tiscar, per gli amici “Lele”, al quale si affida il confindustriale siciliano Ivan Lo Bello per ottenere la presidenza di Unioncamere nella primavera del 2015. Matteo Renzi lo ha chiamato a Palazzo Chigi nel maggio del 2014 come vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio e lui, che di provenienza sarebbe un ciellino con passato da deputato Dc e collaboratore di Roberto Formigoni, è subito entrato nel Giglio magico come un sol uomo. Fama di grande lavoratore, buoni rapporti in tutto l’arco costituzionale, Tiscar ha nel suo curriculum (ha 58 anni e tre figli in affido) due incarichi che sono stati poco evidenziati quando ha ottenuto la nomina. A parte la poltrona di direttore generale di Fiera Milano Servizi, quasi un must per un adepto di Comunione e Liberazione, è stato country manager per l’Italia di Suez Lyonnaise des Eaux e dell’inglese Rwe Thames Water, due importanti multinazionali dell’acqua privata. Non è un dato di poco conto, a proposito di rapporto tra governo Renzi e lobby di un certo spessore. Specie alla luce dell’aggiramento continuo del referendum sull’acqua pubblica che è in corso nel nostro Paese città per città, in assenza di una legge che prenda atto del voto di milioni di italiani.

IN RETE – Ma a Tiscar è stata affidata anche una partita di assoluta rilevanza come quella della fibra ottica. Il premier ha promesso una copertura del 100% entro il 2020 e ha buttato in pista l’Enel per centrare l’obiettivo, visto che Telecom Italia, da operatore privato, persegue i propri obiettivi e ha tempi diversi. Tiscar, nel giugno scorso, ha visto la pubblicità “Fibra Tim” al Moto Gp del Mugello e ha twittato sarcastico: “Ma non sono gli stessi che dicevano che la fibra non serve e che basta il rame?” La replica del presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, fu abbastanza secca: “Ha offeso 53 mila dipendenti di Telecom. Fa pensare che esponenti delle istituzioni si lascino andare a commenti emotivi e fuori luogo”. E Tiscar è finito sul libro nero del colosso telefonico. Ma è un’eccezione assoluta, perché è un uomo pratico e riservato, punto di riferimento dei tanti poteri che non riescono ad arrivare al cerchio superiore, quello di Luca Lotti e Maria Elena Boschi.

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