Alla Raggi non c’è alternativa. Dal Pd un No senza senso. Parla il vicesindaco di Roma, Calabrese: “Nessuno ha il coraggio di sfidare la prima cittadina”

Raggi Calabrese
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“La verità è che nessuno ha il coraggio di sfidare Virginia Raggi”. Ad affermarlo è il vicesindaco di Roma, Pietro Calabrese, secondo cui non c’è alternativa alla prima cittadina grillina.

La ricandidatura della Raggi è sempre più nel mirino delle opposizioni secondo cui i romani sono esasperati e la città è allo sbando. Eppure a smentirli c’è il sondaggio di Repubblica secondo cui la grillina è nettamente in testa rispetto ai possibili avversari. Come si spiega questi continui attacchi?
“L’Amministrazione di Virginia Raggi è stata attaccata fin dal primo giorno perché hanno sempre avuto paura del cambiamento che avremmo attuato. Hanno provato a distorcere la realtà in tutti i modi, ma i cittadini conoscono la verità e vedono i risultati raggiunti rispetto al passato. Abbiamo rimesso a posto i conti, abbiamo fatto ripartire la macchina amministrativa, inoltre, abbiamo messo su strada nuovi bus, saranno 900 entro l’anno. I romani vedono questi cambiamenti. I dati dei sondaggi sembrano confermarlo. Non avevamo dubbi”.

Nelle settimane scorse la prima cittadina ha parlato di “giochi di palazzo” e curiosamente, dopo pochi giorni, Zingaretti ha aperto le porte della Pisana al M5S. Crede che questo fosse il primo passo di una strategia per mettere fuori dai giochi la grillina e proporre un candidato unitario?
“Come ha ben detto la Sindaca, a noi non interessano accordi di palazzo. Siamo per la trasparenza. Gli accordi li facciamo solo con i cittadini, per cui già dai primi sondaggi si vede che per loro Virginia Raggi è l’unica vincente contro ogni possibile sfidante. Ma se qualcuno la pensa in modo diverso lo dica chiaramente, le romane e i romani hanno il diritto di non essere presi in giro”.

Quel che è certo è che il garante Beppe Grillo ha blindato la Raggi e, di fatto, avvertito i dem che dovranno decidere da che parte stare. Crede che si arriverà ad un accordo con il Pd?
“Il Pd a Roma si è trincerato dietro un maldestro “No alla Raggi”, a prescindere. L’unico risultato che possono ottenere in questo modo è quello di aggiungere consenso a Virginia. Anche perché i cittadini ricordano bene ciò che è accaduto in passato e chi ha ridotto la Capitale in macerie”.

Intanto Lega e Forza Italia incassano il “no grazie” di Bertolaso mentre il Pd ancora non indica un nome certo anche se quello di Roberto Gualtieri sembra più che un’ipotesi. Come si spiega il fatto che questi partiti non siano ancora riusciti a trovare un proprio candidato?
“Forse perché sono più interessati ai giochi di potere che ai cittadini di Roma. Per accordarsi gli serve sempre più tempo. Ammesso che alla fine ci riescano, sono mesi che non sanno neanche cosa dire, su quale programma puntare, figuriamoci un nome condiviso da sostenere. Sono lontani dai territori, distaccati dalla realtà. È una storia già vista. E poi, forse, la verità è che nessuno ha davvero il coraggio di sfidare Virginia Raggi. L’unica che è stata capace di risolvere questioni incancrenite, in sospeso per decenni. Alcune divenute simbolo del riscatto di questa città. Dicano ai cittadini, perché non hanno mai abbattuto le villette dei Casamonica, dall’ordinanza di demolizione del 1997”.

Nel frattempo è deflagrata l’inchiesta sulla discarica di Monte Carnevale. Per questo la sindaca, da sempre contraria al progetto, ne ha chiesto la revoca e ha puntato il dito contro il piano rifiuti della Regione. In questa vicenda, secondo lei, quali sono le responsabilità politiche della Pisana?
“In questi anni Roma ha sofferto moltissimo per la mancanza di un piano Rifiuti regionale adeguato. Pensate che quello che avevamo contemplava ancora la presenza della maxi-discarica di Malagrotta chiusa dal 2013. Dopo sette anni, sentenze del Tar e diverse note dell’Unione Europea che bacchettavano la Regione Lazio, il piano regionale è finalmente arrivato: di fatto costringe Roma a realizzare una discarica sul proprio territorio. Dopo gli arresti in Regione dei giorni scorsi sembra essere emerso che la scelta di Monte Carnevale, obbligata con minaccia di scegliere in soli 7 giorni pena il commissariamento, sarebbe stata pilotata dalla dirigente della Regione Lazio che da anni si occupa del ciclo della gestione dei rifiuti, Flaminia Tosini, e che tra l’altro è anche vicesindaco di Vetralla, in quota Pd. Infatti quella minaccia era contenuta nella famosa ordinanza di Zingaretti, dove la principale responsabile tecnica era proprio la Tosini. La nostra scelta è chiara: no al piano rifiuti di Zingaretti”.