La Raggi ordina la riapertura della discarica di Albano. “Colpa dell’inerzia della Regione Lazio”. Ziantoni: “Hanno paura che vinca e lasciano volutamente i rifiuti in strada”

Albano Raggi
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La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto di predisporre un’ordinanza urgente per imporre la riapertura della discarica di Albano Laziale. In qualità di sindaca della Città Metropolitana, la Raggi intenderebbe utilizzare poteri commissariali per consentire la riapertura della discarica nella cittadina in provincia di Roma, per il conferimento potenziale di 200 mila tonnellate di rifiuti.

Si tratta di un impianto preparato negli scorsi anni e autorizzato a livello regionale che era stato frenato da una disputa sul Tmb collegato. Nelle ultime settimane, la Raggi ha chiesto la riapertura delle discariche presenti nel Lazio che hanno ancora spazi di capienza per il conferimento dei rifiuti che restano in strada in assenza di siti dove smaltirli.

“L’inerzia della Regione Lazio – ha spiegato la sindaca – ci costringe a questa decisione per evitare il peggioramento della crisi e conseguenze igienico-sanitarie per le persone. Su cinque discariche previste dalla Regione, soltanto due sono attive. E ad agosto chiuderà anche quella di Civitavecchia. Non hanno pensato a un’alternativa seria. Scaricano i problemi e la loro inefficienza sugli altri”.

“Hanno paura che Virginia Raggi vinca di nuovo. E per questo – scrive su Facebook l’assessora capitolina ai rifiuti, Katia Ziantoni – stanno volutamente lasciando i rifiuti in strada, tenendo in ostaggio Roma e i suoi cittadini. Dopo gli arresti della ex dirigente regionale del ciclo dei rifiuti, il sistema regionale, già precario, è andato in crisi e a pagarne le spese sono la Capitale ed i suoi cittadini. Già nel tavolo tecnico di oggi avevamo fatto presente al Prefetto che la ridotta capacita’ di trattamento degli impianti è legata all’assenza di sbocchi nelle discariche laziali e alle difficolta’ tecniche ed economiche di avviare accordi fuori Regione”.

“Le ipotesi di Roccasecca ed Albano – ha aggiunto la Ziantoni -, infatti erano già al vaglio degli Enti convocati presso il Ministero della Transizione ecologica. La stessa discarica di Civitavecchia esaurirà le volumetrie residue nel mese di agosto. Così un piano regionale dei rifiuti basato sullo smaltimento in discarica rimane con un solo impianto in tutta la Regione, quello di Viterbo. Virginia Raggi, come Sindaca della Città metropolitana interviene ora per l’inerzia della Regione Lazio e per l’inadeguatezza del suo piano dei rifiuti. Ricordiamo a Valeriani che nessuna Provincia e’ autonoma, cosi’ come non e’ autonomo alcun Comune. Il suo piano regionale, tra l’altro, prevedeva 36 mesi dall’adozione, avvenuta ad agosto del 2020, per raggiungere l’autosufficienza degli Ato, ovvero degli ambiti provinciali. Ma questi organismi, dopo più di 20 anni, non sono mai stati neppure previsti”.

Sulla riapertura della discarica, ha detto a SkyTG24 il sindaco di Albano Laziale Massimiliano Borelli, “siamo schierati per il no a tutela dei nostri concittadini. Li’ ci sono centri abitati, non solo di Albano Laziale ma anche di Ardea”. “Siamo completamente a favore di una scelta che non vada in questa direzione. Intendiamo opporci in tutti i modi e con tutti i mezzi legali – ha annunciato il sindaco di Albano -, per quello che ci compete. Ci muoveremo per vie legali, come abbiamo fatto già in passato, con il supporto dei comitati cittadini e delle associazioni ambientaliste”.

“Il conferimento dei rifiuti presso la nostra discarica – ha spiegato Borrelli – è possibile solo se i rifiuti vengono preventivamente trattati, quella discarica era a servizio di un impianto TMB che è andato a fuoco nel 2016. Vorrei capire con quale criterio si faccia questo tipo di scelta e come si possa autorizzare un intervento di questo tipo”. Rispondendo alla domanda se abbia già espresso il proprio dissenso, il sindaco ha detto “Il dissenso si può esprimere se si viene coinvolti . Su tema come questo, che coinvolge un’area vasta e in particolare i Comuni dell’area metropolitana, invece di cercare il dialogo la sindaca Raggi pensa di decidere a colpi di ordinanza. Se questo è il metodo, a barricate si risponde con barricate”.

 

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