La guerra in Libano si aggrava: Israele intensifica i raid su Beirut e Hezbollah promette “vendetta”

Raid israeliani su Beirut: almeno 12 morti e decine di feriti. Cresce la tensione in Libano tra sfollati e crisi umanitaria.

La guerra in Libano si aggrava: Israele intensifica i raid su Beirut e Hezbollah promette “vendetta”

Nel silenzio generale dell’occidente, letteralmente concentrato sulla guerra in Iran, si aggrava di ora in ora il conflitto parallelo in Libano. Nella notte, Beirut è stata scossa da una nuova ondata di raid israeliani in cui hanno perso la vita almeno 12 persoen e oltre 40 risultano ferite.

Come testimoniano i media mediorientali, i raid hanno colpito obiettivi militari ma anche zone densamente abitate a Basta, Zuqaq al-Blat, Bachoura. In un video si vede un edificio residenziale di 15 piani centrato in pieno. A Sidone, nel sud del Paese, è stata colpita in pieno un’automobile in cui hanno perso la vita due persone. Insomma la situazione peggiora, lasciando presagire l’ennesima escalation del conflitto in Medio Oriente.

Israele vuole mettere fine al regime del terrore di Hezbollah

Le forze armate di Israele (IDF) rivendicano gli attacchi, affermando di aver colpito obiettivi legati a Hezbollah. In particolare i raid avrebbero preso di mira infrastrutture, centri finanziari, e basi operative, usate dal gruppo filo iraniano che, dal momento dell’inizio del conflitto tra Usa e Israele contro l’Iran, è sceso in campo unendosi alla resistenza da parte del brutale regime di Teheran.

I numeri complessivi fanno impressione e in diciannove giorni di combattimento sarebbero già state registrate oltre 900 vittime, a cui si aggiungono migliaia di feriti e, secondo le stime più prudenti, almeno un milione di sfollati.

Una catastrofe umanitaria che ha spinto il presidente libanese Joseph Aoun – criticato per la sua linea cauta – a invitare la politica a unità e solidarietà, rinunciando a divisioni e incitamenti settari. Secondo il portavoce della presidenza, Aoun ha sottolineato anche che gli sviluppi in corso richiedono un attento monitoraggio e un alto senso di responsabilità nazionale, lontano da interessi particolari e calcoli personali, auspicando la ripresa del dialogo tra Libano e Israele che, però, Benjamin Netanyahu continua a rifiutare.