RaiSport, un successo lo sciopero delle firme contro il direttore Petrecca. Meloni furiosa con Rossi? L’Ad di Viale Mazzini smentisce

E mentre i giornalisti Rai scioperano, il sindacato Unirai si smarca e attacca la maggioranza dei colleghi che ha ritirato la fimra

RaiSport, un successo lo sciopero delle firme contro il direttore Petrecca. Meloni furiosa con Rossi? L’Ad di Viale Mazzini smentisce

“Grazie di cuore a tutti voi per il sostegno. #ServizioPubblico”. Così ieri sera twittava il membro del Cdr di RaiSport, Alessandro Antineli, ringraziando non solo gli spettatori italiani, ma soprattutto i moltissimi colleghi della Rai che hanno aderito allo sciopero delle firme, proclamato contro il direttore di RaiSport, Paolo Petrecca.

Un’adesione che il segretario nazionale dell’Usigrai, Daniele Macheda, ha definito “massiccia”, da parte “sia dei colleghi dei Tg che di quelli dei Gr”. “In questo modo”, aggiunge Macheda, “le colleghe e i colleghi hanno voluto segnalare la loro solidarietà ai colleghi di RaiSport richiedendo all’azienda di assumersi la responsabilità rispetto alle scelte fatte”, e su quanto accaduto “rispetto alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali”.

Pochissime le firme durante i Tg

In effetti, come spiega il sindacato, nell’edizione delle 8 del Tg1 solo alcuni, pochi, giornalisti hanno deciso di lasciare le loro firme sui servizi fatti, per lo più su fatti del giorno precedente. “Sono pochi rispetto alla maggioranza dei colleghi che ha scelto di mostrare sensibilità per quanto accaduto”, dice l’Usigrai. Anche nell’edizione delle 13,30 sono state poche le firme dei giornalisti in calce ai servizi andati in onda e al termine dell’edizione è stato letto il comunicato sindacale.

Un successo niente affatto scontato, visto che un’iniziativa del genere non era mai avvenuta negli studi di Viale Mazzini. C’è voluta la tragicomica telecronaca autoimposta di Petrecca, le spese pazze (640mila euro in 9 mesi, come svelato ieri da La Notizia) e una sfiducia votata dall’80% della redazione, per farla avverare.

Il sindacato meloniano Unirai si smarca

Certo, trattandosi di TeleMeloni, c’è stata la componente più vicina alla parte politica della presidente del Consiglio (e a Petrecca), che ha voluto smarcarsi. È il neo-costituito sindacato Unirai, che ieri ha voluto dichiarare la propria contrarietà, ottenendo la lettura di un proprio comunicato, subito dopo quello dell’Usigrai. “Diciamo no a proteste strumentali e chiediamo invece all’azienda, dopo il grande impegno delle Olimpiadi, la presa in carico delle problematiche editoriali e di lavoro a RaiSport. Difendere la Rai significa sostenerla, rafforzarla e migliorarla, nell’interesse dei cittadini”.

La furia di Meloni contro l’Ad Rossi

Non è chiaro cosa chieda l’Unirai, visto che le “problematiche”, secondo i giornalisti in protesta, sono chiarissime e anche la loro soluzione: le dimissioni di Petrecca. Anche perché altre soluzioni non appaiono all’orizzonte, vista la frattura ormai insanabile tra redattori e direttore. Abbastanza emblematico, poi, il silenzio dei vertici aziendali, cioè dell’Ad Giampaolo Rossi.

Secondo le voci di viale Mazzini, Giorgia Meloni sarebbe tutt’altro che contenta della figuraccia globale raccolta dalla Rai e l’avrebbe “esposto” in una telefonata di fuoco a Rossi, nella quale ha “consigliato” di spostare Petrecca da RaiSport alla fine dei Giochi.

A riscaldare i toni, anche la perdita dei diritti sulle Atp Finals di Torino, passati a Mediaset, che in un clima normale, sarebbe stato anche accettabile (Mediaset è il partito di proprietà della famiglia Berlusconi, proprietaria anche di di Forza Italia, partito di governo), ma in questi tempi magri, proprio non è tollerabile. Ricostruzioni però smentite dai piani alti di Viale Mazzini.

L’Usigrai risponde ai meloniani

In serata è arrivata anche la risposta dell’Usigrai all’Unirai: “Oggi dalle giornaliste e dai giornalisti della Rai è arrivato un segnale chiaro all’Azienda sull’urgenza di assumere decisioni capaci di tutelare l’immagine e il ruolo della Rai Servizio Pubblico. A poco è servito il comunicato alternativo autorizzato dall’azienda, con il quale si è tentato di disorientare telespettatori e radioascoltatori rispetto al comunicato sindacale di Usigrai che ha accompagnato il ritiro delle firme in tutte le redazioni”.

L’esecutivo del sindacato Usigrai sottolinea che “l’adesione alla protesta è stata massiccia, anche perché risponde alla richiesta, che arriva da ogni parte, di tutelare il prodotto Rai, il ruolo del Servizio Pubblico, il lavoro di colleghe e colleghi che quotidianamente sono impegnati a raccontare con precisione e professionalità queste Olimpiadi”.

La protesta della redazione di RaiSport oggi “è la protesta di tutte le giornaliste e i giornalisti della Rai che chiedono una sola cosa a questo vertice: ristabilire con decisioni chiare la credibilità di un’azienda che in oltre cento anni di storia non aveva mai vissuto un momento così basso. La gravità e la visibilità nazionale e internazionale di quanto accaduto non può essere taciuta, anche perché ne parla tutto il mondo. Il silenzio non può essere la soluzione e oggi le colleghe e i colleghi lo hanno detto chiaramente”, conclude il sindacato.

Una Rai così non si era mai vista e mai avremmo pensato di vederla…