Rc auto, il prezzo non scende. Secondo il rapporto sicurezza di Polizia Stradale e Carabinieri diminuiscono incidenti e morti sulle strade, ma non le tariffe assicurative

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Anno nuovo e vecchie ingiustizie. Le tariffe Rc auto si mantengono stabili, in barba alle critiche, al dissenso popolare e ai millantati e mai resi effettevi provvedimenti per abbassarle. E in barba anche a una casistica che vede ridursi, nel 2014, il numero di sinistri e di morti sulle strade. Per risparmiare, restano validi i metodi ormai divenuti tradizionali, come porre le assicurazioni auto più convenienti a confronto, utilizzare auto con una cilindrata ridotta o rinunciare del tutto al possesso di un’auto propria.

Il rapporto sicurezza di Polizia Stradale e Carabinieri evidenzia come il numero di incidenti per le vie del Belpaese si sia ridotto del 6%; sono stati 73.688 i sinistri registrati nell’anno appena andato in archivio, contro i 78.359 del 2013. Cala anche il numero delle vittime, 64 persone in meno hanno perso la vita in un incidente stradale l’anno scorso, pari a una riduzione del 3,6% dei decessi. Eppure, caso strano, le tariffe Rc auto si attestano sugli stessi valori dell’anno scorso. Lo Sportello dei diritti grida allo scandalo, IVASS e Antitrust pronti ad aprire un’istruttoria.

4.671 incidenti in meno non bastano a giustificare un abbassamento dei prezzi. Le logiche matematiche, la statistica e il calcolo dei rischi non contano, dunque, o meglio, contano quando c’è da motivare un rincaro, ma non quando invece c’è da restituire qualcosa a una cittadinanza che, affannosamente, si lecca le ferite inferte da un sistema in continua contrazione. Contano, in ogni contesto e periodo, le dinamiche inerenti al lucro, sempre valide e impossibili da scalfire.

“Stiamo parlando – rileva il presidente dello “Sportello dei Diritti” Giovanni D’Agata -, dell’inesistenza di alcun segnale di riduzione delle tariffe RC Auto che, in un Paese normale con un così netto calo dei rischi sulle strade cui segue un’inevitabile diminuzione degli esborsi complessivi per sinistri, dovrebbe portare ad un analogo andamento per ciò che concerne i premi assicurativi”.

Il fenomeno finisce inevitabilmente sotto l’occhio degli istituti di vigilianza, con Ivass e Antitrust chiamati a indagare sulle ragioni che spingono il mercato assicurativo a disobbedire alle norme del libero mercato stabilite dall’Unione Europea, che in Italia siamo sempre pronti a seguire, a parte quando stabilsce qualcosa di giusto e sacrosanto per i cittadini. Si attende e si spera nell’apertura di un’istruttoria che possa quantomeno fare chiarezza e illuminare i milioni di automobilisti italiani. La risoluzione del problema non la chiedamo neppure, suvvia, siamo realisti.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA