Rc Auto, troppe differenze tra nord e sud

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di Danilo De Luca

La questione Caro – assicurazioni auto, in Italia, genera ondate di discussioni, dibattiti e polemiche, e non da oggi. Fra le tematiche più dibattute vi sono le tariffe delle polizze Rca sempre più alte (ampiamente superiori alle medie europee) e la forte discrepanza fra i prezzi imposti ai cittadini del Nord rispetto a quelli del Sud. Risparmiare sulle polizze è diventata un’esigenza primaria e non è certo casuale il successo dei vari portali online dove è possibile porre le offerte Linear a confronto con quelle di Quixa, Genialloyd e tutte le altre.

Le tariffe delle polizze Rca lievitano, è vero, eppure, come rivelato da IlSole24Ore, l’incremento dei costi non comporta un guadagno per le compagnie, tutt’altro. Per ogni polizza sottoscritta, il guadagno medio registrato dalle assicurazioni è di appena 3,7 euro, in diminuzione rispetto al 2007. Una chiave di lettura la offre uno studio di IVASS, secondo cui le compagnie italiane sono costrette a pagare i premi più alti d’Europa, con tariffe superiori, mediamente, di 144 euro, pari a una maggiorazione del 56% rispetto a quelle dell’UE.

Il vero nodo da sciogliere, però, resta quello della forte differenziazione fra le tariffe delle polizze Rca sostenute dai guidatori del Sud e quelli del Nord. Il Decreto Destinazione Italia, promosso dal Governo Letta e ancora lontano da una definitiva approvazione, dovrebbe affrontare (e risolvere, si spera) anche la questione territoriale, tuttavia non c’è ancora un accordo. Le tariffe delle polizze Rca vengono delineate sulla base dei rischi calcolati a seconda di diversi parametri. L’incidenza delle truffe assume dimensioni ben più rilevanti nel Mezzogiorno rispetto che al Nord, tuttavia la questione implica anche riflessioni di natura sociale. Ok la statistica, va bene anche il meccanismo di compensazione del fattore frodi, ma non si può prescindere dalla presa di consapevolezza che i rincari e gli squilibri colpiscano anche (soprattutto, anzi) gli automobilisti onesti.

I guidatori del Nord e del Nord – Est avanzano il loro dissenso, e ci mancherebbe altro. Resta però che in Campania le polizze arrivano a costare fino al doppio rispetto a province privilegiate come Aosta o Bolzano, uno scarto francamente eccessivo. Anche perché il salasso imposto ad alcune zone non fa altro che incentivare a perpetrare il meccanismo truffaldino ed esacerbare le condizioni di quanti versano già in condizioni disagiate. Il buon senso vorrebbe una più equa distribuzione dei costi, se pur conservando le (fisiologiche) differenze fra le città. Non sia mai che, una volta tanto, si potesse scoprire che anche in Italia esiste una legge davvero uguale per tutti.

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