Recovery Fund, Sassoli: “Per ora non ci sono ritardi. I negoziati vanno avanti. Ma senza accordo tra governi si rischia uno slittamento”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Per ora non ci sono ritardi, siamo ancora in orario, i negoziati vanno avanti e come ho già detto si può chiudere in cinque minuti e arrivare presto ad un accordo politico. C’è bisogno però che i governi si mettano d’accordo, altrimenti si rischia uno slittamento”. E’ quanto afferma a La Repubblica il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, in merito ai negoziati sul Recovery Fund. “Siamo nel pieno delle trattative ed è normale che ci siano spinte per condizionare il risultato. Bisogna restare freddi – aggiunge il presidente dell’Europarlamento -, concentrarci sulle soluzioni e non è utile che i governi scarichino sul Parlamento le loro difficoltà a trovare un’intesa”.

Al termine dell’ultima riunione di giovedì scorso le trattative sono state dichiarate interrotte dal Parlamento. “L’incontro – spiega Sassoli – è stato interrotto perché la presidenza tedesca (che rappresenta i governi, ndr) ha detto che non aveva il mandato per discutere l’incremento ai finanziamenti dei 15 programmi che il Parlamento chiede di sostenere, e cosi’ i nostri negoziatori hanno detto che era meglio riprendere quando avrà ottenuto questo mandato”.

“Mi auguro – aggiunge Sassoli – che in Consiglio si trovi un punto d’incontro. La pandemia ha causato morti e sofferenze e siamo ancora dentro all’emergenza: dobbiamo esserne consapevoli e rafforzare le ragioni di un’intesa complessiva”. E alla domanda se sia possibile un accordo già al Consiglio europeo di giovedì e venerdì, risponde così: “Dipende se la presidenza tedesca avanzerà proposte che tengano conto delle aspettative del Parlamento. Penso che dalle riunioni di lunedì e mercoledì si capirà la volontà politica di chiudere l’accordo. Poi toccherà ai parlamenti nazionali. Dobbiamo fare in fretta, ma bene”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quel bivio tra il M5S e il Ponte sullo Stretto

Nei sondaggi della Ghisleri e Pagnoncelli non c’è traccia, ma in Italia non c’è partito che sta crescendo più di quello del cemento. I soldi del Recovery Plan permetteranno di aprire cantieri ovunque, e come da tradizione c’è la fila per costruire quello che capita,

Continua »
TV E MEDIA