Il Recovery plan in mano a Draghi. Ma l’accentratore era Conte. Confermata la regia di Palazzo Chigi. Per Patuanelli รจ la prova che chi attaccava lโ€™ex premier era in malafede

Confermata la regia di Palazzo Chigi sul Recovery plan. Per Patuanelli รจ la prova che chi attaccava lโ€™ex premier Conte era in malafede.

Il Recovery plan in mano a Draghi. Ma l’accentratore era Conte. Confermata la regia di Palazzo Chigi. Per Patuanelli รจ la prova che chi attaccava lโ€™ex premier era in malafede

Giuseppe Conte รจ stato crocifisso per molto meno. Lโ€™ex premier era stato messo sul patibolo, dai renziani soprattutto, per la volontร  di accentrare la gestione del Recovery plan e la scelta di arruolare una task force di esperti. Ora che Mario Draghi si spinge oltre, nel definire la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nessuno fiata. O quasi. Perchรฉ ieri i governatori, in vista del Cdm che ha dato il via libera al maxi decreto che tiene insieme semplificazioni e governance, hanno innalzato le barricate. Il provvedimento, hanno detto, โ€œnon garantisce nรฉ la realizzazione dei lavori nei tempi previsti nรฉ la possibilitร  dei territori di decidere quali sono le opere attese dai cittadiniโ€.

Al punto che alcuni presidenti di Regione non avrebbero escluso il ricorso alla Corte Costituzionale contro il procedimento. Le Regioni chiedono che sia โ€œrispettata la leale collaborazione istituzionaleโ€. E contestano lโ€™esclusivo ruolo consultivo che il dl – secondo quanto sostengono – gli assegnerebbe, rifiutando la visione centralista che emerge dal provvedimento. E successivamente nel corso del faccia a faccia con il governo lo fanno presente senza troppi giri di parole. โ€œUn piano troppo centralista non credo sia il piรน adatto per applicare il piรน rapidamente il Pnrr, oltre a scontrarsi col titolo V della Costituzione che prevede collaborazione tra poteriโ€, spiega il governatore ligure Giovanni Toti.

Dall’archivio: Recovery plan, trovato lโ€™accordo sulla governance. Ci sarร  una cabina di regia e piรน livelli decisionali. Di Maio: โ€œCoinvolgere i sindaci per spendere beneโ€.

โ€œSe Draghi si illude โ€“ avverte il presidente della Campania Vincenzo De Luca – che con la centralizzazione delle responsabilitร  si accelerano i cantieri capirร  presto che si sta sbagliandoโ€. Palazzo Chigi ha studiato una governance su tre livelli, con il premier a capo di una cabina di regia politica a โ€œgeometrie variabiliโ€, destinata a coinvolgere di volta in volta i ministri interessati, una segreteria tecnica sempre pronta a dare il suo supporto e che sopravvivrร  alla fine dellโ€™esecutivo perchรฉ rimarrร  in carica fino alla fine del Piano (nel 2026) e un tavolo permanente di confronto con parti sociali ed enti locali.

Dopo le proteste dei governatori arriva la mediazione: le Regioni parteciperanno alle sedute della cabina di regia e dei Comitati per la transizione ecologica e digitale quando tratteranno temi regionali. Con funzioni consultive rimane il tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, cui siederanno i rappresentanti degli enti locali, delle categorie produttive e sociali, del sistema dellโ€™universitร  e della ricerca e della societร  civile. Parola dโ€™ordine รจ โ€œfare prestoโ€ e per questo vengono anche rafforzati i poteri sostitutivi esercitati dal Consiglio dei ministri nei confronti di enti locali o amministrazioni ritardatarie, che potranno arrivare fino allโ€™indicazione di commissari ad acta per superare eventuali impasse.

La cabina di regia di Palazzo Chigi avrร  compiti di indirizzo e coordinamento, anche per superare eventuali criticitร , e assicurerร  relazioni periodiche al Parlamento e alla Conferenza Unificata. I progressi del piano saranno via via anche condivisi in Cdm. Al Mef ci sarร  invece una direzione generale ad hoc, che vigilerร  sulla realizzazione del piano e sugli aspetti finanziari, e terrร  le fila con Bruxelles, piรน una unitร  per lโ€™audit. โ€œEโ€™ sulla governance che la discontinuitร  con la gestione di Conte diventa evidenteโ€, dicono i renziani. Una dichiarazione che fa a pugni col commento che arriva dal M5S: โ€œLa governance del Pnrr sarร  in continuitร  con quella proposta nel precedente governo, a dimostrazione di quanto fossero strumentali alcuni attacchi mossi al presidente Giuseppe Conteโ€, dichiara il ministro Stefano Patuanelli.