Reddito di cittadinanza, la Cei lo benedice. Per Renzi è “uno scandalo”

Per la Conferenza episcopale italiana il Reddito di cittadinanza è indispensabile per la lotta contro la povertà.

Nel giorno in cui la Caritas rende noto che quasi 2 milioni di famiglie sono in condizione di povertà assoluta e la Conferenza episcopale italiana afferma che il Reddito di cittadinanza, pur necessitando aggiustamenti, resta indispensabile per lottare contro la povertà, è il solito Matteo Renzi a tornare all’attacco della misura.

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La Conferenza episcopale afferma che il Reddito di cittadinanza è indispensabile per la lotta contro la povertà

“I carabinieri di Napoli hanno scovato 662 ‘furbetti’ del reddito di cittadinanza. In un anno e mezzo hanno truffato allo Stato quasi 15 milioni di euro, vale a dire 26.488,69 euro al giorno, 1.103,69 euro l’ora” scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua enews.

“Continuo a ripeterlo – ha aggiunto ancora l’ex premier -: il reddito grillino è uno scandalo senza fine sulla pelle di chi con il proprio lavoro paga le tasse. Curioso di vedere se la Meloni lo abolirà già da questa legge di bilancio o se cederà anche lei. Qui trovate qualche numero”.

Nel XXI Rapporto sulla Povertà di Caritas italiana, presentato questa mattina, si sottolinea che la misura del Reddito di Cittadinanza “è stata finora percepita da 4,7 milioni di persone, ma raggiunge poco meno della metà dei poveri assoluti (44%)”. “Sarebbe quindi opportuno – scrivono dalla Caritas – assicurarsi che fossero raggiunti tutti coloro che versano nelle condizioni peggiori, partendo dai poveri assoluti. Accanto alla componente economica dell’aiuto vanno garantiti adeguati processi di inclusione sociale”.

“Speriamo – ha detto il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, parlando del Rapporto della Caritas sulla povertà – che il governo sappia affrontare con molto equilibrio, è il problema del reddito di cittadinanza che è stato percepito da 4,7 milioni di persone, ma raggiunge poco meno della metà dei poveri assoluti”.

“Quindi – ha aggiunto il presidente dei vescovi – c’è un aggiustamento da fare ma mantenendo questo impegno che deve essere così importante in un momento in cui la povertà sarà ancora più dura, ancora più pesante e rischia di generare ancora più povertà in quelle fasce dove si oscilla nella sopravvivenza, che devono avere anche la possibilità di uscire da questa zona retrocessione”.

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