Referendum giustizia, la Cassazione dice sì al nuovo quesito. E la data torna in bilico

La Cassazione accoglie nuovo quesito per il referendum sulla Giustizia, nella versione dei 15 giuristi che hanno raccolto 500mila firme

Referendum giustizia, la Cassazione dice sì al nuovo quesito. E la data torna in bilico

L’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia, nella versione formulata dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme di 500mila cittadini e guidati dall’avvocato Carlo Guglielmi.

Referendum giustizia, la Cassazione dice sì al nuovo quesito. E la data torna in bilico

Lo si apprende da fonti della Cassazione, le quali specificano che l’ordinanza non è ancora stata depositata. La versione formulata dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme di 500mila cittadini, aggiunge al quesito originario il riferimento agli articoli della Costituzione modificati.

Il quesito verrà modificato

Il quesito originario recitava: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”.

Nella nuova formulazione, si aggiunge la frase: “con la quale vengono modificati gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma1 e 110 comma 1 della Costituzione?”.

L’ordinanza verrà ora notificata alla presidenza del Consiglio dei ministri, al Quirinale e alla Corte Costituzionale, e naturalmente alle parti, quindi al comitato dei quindici e all’avvocato Guglielmi. La decisione della Cassazione rischia di rimettere in discussione la data del voto della consultazione popolare che il governo ha stabilito per il 22 e il 23 marzo.

Botta e risposta

”Da politico mi dolgo che” il referendum “si stia purtroppo, come era prevedibile, politicizzando”, dice intanto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Il ministro Nordio è ossessionato dal controllo sulla magistratura”.replica il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso.