Referendum, pure la Corte costituzionale bacchetta Renzi: andare alle urne è un dovere. E intanto Galletti esce allo scoperto: voterà no

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Il senso è chiaro. E, se vogliamo, propriamente democratico. “A votare bisogna andare sempre, anche ai referendum il cui esito è deciso dal quorum”. Partecipare alle consultazioni, recarsi alle urne “significa essere pienamente cittadini, fa parte della carta d’identità del buon cittadino“. Questo, in sintesi, è quello che ha detto il presidente della Corte costituzionale Paolo Grossi a sei giorni dal referendum sulle trivelle del 17 aprile. Secondo Grossi, giurista fiorentino nominato da Giorgio Napolitano, alla consultazione “si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto”. Tutto questo mentre il Partito democratico ha dato l’indicazione di astenersi dal voto, vari componenti di governo hanno invocato l’astensione e lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi ha parlato di “posizione sacrosanta e legittima”. “Non riconoscerlo – aveva aggiunto una settimana fa il capo del governo – è sbagliato e profondamente ingiusto.

Insomma, la polemica, ancor prima delle consultazioni, è già altissima. Non a caso, oggi a parlare è stato anche il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti che fino ad ora non aveva ancora sciolto le sue riseve. “Io sono convinto della strumentalità di questo referendum – ha detto in mattinata il ministro – Il referendum è su un argomento molto limitato. Tocca solo le piattaforme che sono già in funzione entro le 12 miglia (stiamo parlando di una piccolissima parte di quelle operanti in Italia) e tende a regolare la durata di queste. E’ chiaro che si vuole fare una battaglia politica di un altro tipo”. Solo nel primo pomeriggio si è sbilanciato: “andrò a votare e voterò no”, ha detto.

Da qui è partito l’attacco anche di alcuni parlamentari del Pd, come il pugliese Dario Ginefra: “Ho sempre trovato le posizioni del ministro Galletti sui generis ed estranee a quella che dovrebbe essere la condotta di un ministro dell’Ambiente, ma sul Referendum di domenica prossima credo abbia toccato il fondo. Affermare che ‘il referendum è su un argomento molto limitato’ è come dire che se ci fosse in Italia una sola centrale nucleare operativa, lui riterrebbe un eventuale referendum abrogativo del nucleare superfluo e strumentale”. In un’intervista alla Stampa uscita oggi anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano era tornato sulla scelta di Renzi: “Mi provoca un grande dolore. Lo stesso governo che nella riforma costituzionale ha abbassato il quorum sul referendum fa campagna per far mancare il quorum”.

A intervenire, infine, anche Beppe Grillo cha ha invitato tutti a votare e votare sì. “Oggi – ha detto ai giornalisti – o guardi in faccia una persona e ti fidi o nulla, perché in campagna elettorale diciamo tutti le stesse cose” ma i Cinquestelle sono “un’altra cosa, il vero cambiamento anche se la questione dell’energia è culturale, dobbiamo chiederci che tipo di società vogliamo”. Grillo, infine, ha inviato anche un messaggio al Quirinale. Sergio Mattarella, dice, “sull’energia dovrebbe prendere una posizione“. “Bisogna che ogni tanto prenda una posizione. Sull’energia è una questione di civiltà e quindi dovrebbe prendere una posizione. E sicuramente lo farà”. Vedremo.