Referendum, pure per i periti industriali Basta un Sì. Il Collegio organizza un convegno: tre crediti formativi a chi partecipa

dalla Redazione
Cronaca

“Cambiare si può”. Non è solo uno slogan usato dal Pd per sponsorizzare il Sì al referendum, ma anche il nome del convegno organizzato dal Collegio dei periti industriali, guarda caso per il Sì al referendum. E le conclusioni – anche qui non a caso – sono affidate a Francesca Puglisi, senatrice renziana impegnata in questi giorni a promuovere la riforma costituzionale.

Sembrerebbe assurdo ma invece, come rivela Il Fatto,  per oggi 28 novembre il Collegio dei periti industriali di Bologna, che come ordine professionale è un ente pubblico, posto sotto la vigilanza del ministero della Giustizia, ha organizzato un incontro, “che il Collegio fa rientrare nelle attività di formazione e aggiornamento professionale della categoria”, ma che invece è evidentemente per il Sì al referendum.

Sfogliando la locandina dell’evento, d’altronde, è immediato il senso e il fine del convegno. Eloquente il titolo: “I periti industriali e la sfida della riforma. Cambiare si può”. Ma attenzione: agli iscritti che parteciperanno, saranno riconosciuti 3 crediti formativi.

“Non ci vedo niente di anomalo o di inopportuno” spiega Mauro Grazia, presidente del Collegio della provincia di Bologna, ascoltato dal Fatto. “Per la nostra professione la riforma rappresenta un’opportunità. E’ giusto discuterne, così come discuteremo della riforma della nostra categoria. Siamo un ente pubblico, è vero. Dov’è lo scandalo? Ciascuno un’opinione sul voto del 4 dicembre se l’è già fatta”. Eppure alcuni iscritti, che preferiscono non esporsi, non hanno gradito l’iniziativa, leggendola come pura propaganda elettorale a pochi giorni dal referendum.