Regionali, caos Centrodestra. Dalla Campania al Veneto si va avanti in ordine sparso

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Fratelli d’Italia dà 24 ore di tempo a Silvio Berlusconi: garantisca l’appoggio di tutta Forza Italia, area che fa riferimento a Raffaele Fitto compreso, sulla candidatura di Adriana Poli Bortone oppure FdI sosterrà la candidatura di Francesco Schittulli. Ecco l’ultimatum lanciato dall’ufficio di presidenza di Fratelli d’Italia al leader di Forza Italia per sbrogliare la matassa in Puglia, al termine di una lunga riunione del vertice del partito a conduzione familiare che  la lotta all’ultimo candidato ingaggiata dal Cavaliere con l’ex delfino Raffaele Fitto ha messo di fronte alle proprie responsabilità. Quella di Adriana Poli Bortone è una candidatura “messa in campo con tempi e metodi francamente discutibili. Sarebbe un errore per Poli Bortone farsi utilizzare in una regione dove per regolare i conti interni a Forza Italia si impedisce di fatto al centrodestra di essere competitivo”, spiega la presidente di Fdi Giorgia Meloni  la quale  sottolinea come l’atteggiamento della neo candidata non sia stato proprio edificante: “ci avrebbe fatto piacere se avesse partecipato”, “ma ci ha fatto conoscere” le sue intenzioni “tramite mezzo stampa”. Sono le regionali, bellezza, viene da pensare. Perché la partita per la Puglia è appena iniziata. Fratelli d’Italia, infatti, spiega che per le alleanze e, quindi per l’appoggio alle candidature alle prossime regionali, deciderà caso per caso. E se le prossime elezioni sono anche un test nazionale, come dice il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, bisogna comunque riconoscere al premier,  Matteo Renzi,  di essere avvantaggiato in partenza. I sondaggi  confermano che il Pd è oltre la quota del 36%, già molto rilevante, ma soprattutto non sembra destinato a soffrire neppure nelle zone dove i problemi di compattezza interna esistono (dalla Liguria, alle Marche e alla Campania). E ciò a causa della sostanziale implosione di Forza Italia sul territorio. Il divorzio tra Fitto e Berlusconi oltre che dividere in due il centrodestra in Puglia, Campania, Veneto e Liguria, di fatto ne azzera le capacità di contrastare i democratici. Lo scontro in Puglia tra il Cavaliere e il leader dei frondisti ha assunto ormai il tono di una prova generale delle rispettive capacità di controllo del movimento. Da tempo Berlusconi va dicendo ai suoi fedelissimi che il vero obiettivo di Fitto (e dei suoi alleati) è quello di farlo fuori per conquistare il timone di Fi. Ma se davvero fosse così è chiaro che il partito va incontro ad una debacle elettorale senza precedenti e, un momento dopo il voto, si aprirebbe il capitolo del suo futuro. Berlusconi non controlla più vaste aree di Forza Italia e le voci insistenti su un piano di totale riciclaggio dell’area moderata dopo le  Regionali sembrano fatte apposta per disorientare l’elettorato moderato. E forse anche i potenziali alleati. Salvini non sa più bene su quale reale appoggio possa contare da parte azzurra in Veneto (dove i fittiani potrebbero sostenere Tosi insieme ai centristi nel laboratorio politico appena battezzato). In Campania invece Stefano Caldoro rischia di perdere l’appoggio determinante di Alfano, un altro dei protagonisti di questa partita: l’Ncd ormai lavora alla creazione di un’area popolare e moderata senza contaminazioni leghiste e giudica un grave errore la scelta del Cav di un’alleanza organica con il Carroccio.

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