Regionali Lazio, Berlusconi frena su Pirozzi. Il sindaco di Amatrice in campo ma il Cavaliere pressa la Todini. E sullo sfondo c’è Fazzone

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“Per il Lazio non abbiamo ancora nessun nome”. Le parole pronunciate venerdì dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a margine del convegno dei giovani industriali a Capri tengono aperti i giochi nel Centrodestra su chi sfiderà alle Regionali dell’anno prossimo i candidati di Centrosinistra e Movimento 5 Stelle, Nicola Zingaretti e Roberta Lombardi. A meno di clamorosi colpi di scena martedì il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, annuncerà la propria candidatura durante la presentazione romana del suo libro, La scossa dello scarpone. Alla quale, pare, presenzieranno pure il segretario del Pd, Matteo Renzi, e il candidato premier dei grillini, Luigi Di Maio, invitati dallo stesso Pirozzi. “Ormai ha deciso”, spiegano a La Notizia fonti vicine al primo cittadino del comune laziale duramente colpito dal terremoto del 24 agosto 2016, “difficilmente farà marcia indietro”.

Ma l’altolà dell’ex premier, arrivato ventiquattr’ore dopo la notizia dell’ormai prossima “discesa in campo” di Pirozzi, rischia di mettere da subito in dubbio qualsiasi – ipotetica – possibilità di vittoria del Centrodestra nel Lazio. Secondo quanto risulta a La Notizia, in questi giorni Berlusconi starebbe nuovamente spingendo per convincere l’ex presidente di Poste ed ex europarlamentare di FI, Luisa Todini, a correre per la poltrona di governatrice. Nuovamente perché si tratta di un tentativo che il Cavaliere fece già otto anni fa e che però, come noto, non andò a buon fine. Se non altro, la candidatura di Renata Polverini contro Emma Bonino risultò vincente. Stavolta, tirando le somme, la scelta potrebbe cadere su Claudio Fazzone. Un profilo, quello dell’oggi senatore, già presidente del consiglio regionale del Lazio nella VII legislatura (2000/2005), caldeggiato da Antonio Tajani.

Il presidente del Parlamento europeo è infatti attivissimo per cercare di riportare il Lazio nelle mani del Centrodestra. Ma l’effetto boomerang è dietro l’angolo. Se a quella di Pirozzi dovesse essere affiancata la candidatura di Fazzone, l’area si presenterebbe alle elezioni con due figure che finirebbero per togliersi voti a vicenda. Un po’ come sta accadendo al Centrosinistra in Sicilia con Fabrizio Micari (Pd e Ap) e Claudio Fava (sinistra). In più c’è da fare i conti coi sondaggi. Quello realizzato da Izi per Repubblica fra il 17 e il 19 ottobre vede in testa Zingaretti, che, se si votasse oggi, conquisterebbe il 36%. Pirozzi, testato come candidato del Centrodestra unito si fermerebbe al 29,8%, la Lombardi al 28,2%. Al di là dei nomi, la rilevazione dice anche che primo fra gli schieramenti risulterebbe il Centrodestra col 31%, seguito da Centrosinistra (29,3%) e M5S (29,4%). Autogol permettendo.

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di Gaetano Pedullà

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