Regionali Lazio, Sinistra in alto mare

In vista delle regionali del Lazio il campo largo è in stallo. Il Pd vuole scegliere il presidente. Molti M5S contrari all'intesa.

È magmatica la situazione tra le varie forze in campo del centrosinistra alla vigilia delle Regionali nel Lazio che con tutta probabilità si terranno tra fine gennaio e inizio di febbraio. Agli atti c’è l’appello del governatore uscente Nicola Zingaretti: “Non sta a me entrare nel merito della discussione sul futuro candidato alla presidenza della Regione, però rinnovo questo appello a tutti: non buttiamo a mare i 10 anni che abbiamo alle nostre spalle. Prevalgano il bene comune, lo spirito di confronto, l’unità, il dialogo. Le elezioni si possono perdere ma non è accettabile che si regalino”.

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In vista delle regionali del Lazio il campo largo è in stallo. Il Pd vuole scegliere il presidente. Molti M5S contrari all’intesa

E ancora: “Noi nel Lazio- ha spiegato Zingaretti – abbiamo una maggioranza che governa bene da due anni ed è una maggioranza che i cittadini del Lazio hanno premiato perché per la prima volta nella storia le forze del centrosinistra sono arrivate addirittura sopra il centrodestra, con il 49,5% contro il 44%”. Ma se l’appello dell’ex segretario del Pd non può essere più chiaro di così meno cristallina è la posizione del M5S e del Polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda.

Nel Movimento Cinque Stelle in particolare è in corso una guerra interna tra chi spinge per trovare un accordo con i dem e chi chiede di correre in solitaria. Nel secondo schieramento una figura ingombrante rimane quella dell’ex sindaco di Roma, Virginia Raggi. Che secondo fonti del M5S romano sarebbe pronta anche a correre da sola con una sua lista civica, se Giuseppe Conte alla fine dovesse decidere di allearsi col Pd.

Dall’altra parte c’è Roberta Lombardi, assessore della giunta Zingaretti e punto di riferimento dei Cinque Stelle in Regione, che si batte con le unghie e con i denti per il bis dell’esperienza della giunta zingarettiana: “Stiamo chiudendo questa legislatura con un campo larghissimo che a mio avviso ha lavorato bene”, ha continuato a ripetere fino a ieri.

Certo, Conte continua a ribadire che con gli attuali vertici del Nazareno non è possibile riprendere il dialogo ma Letta è in uscita e il M5S sa benissimo che correre da soli è andare incontro a una sconfitta certa. Ma il leader dei pentastellati ancora non ha preso in mano il dossier Regionali e non ha sciolto la riserva.

Renzi e Calenda, da parte loro, vanno ripetendo che sarà difficile governare con chi continuerà a dire no al termovalorizzatore a Roma. Ma anche i due leader sanno benissimo che sarebbe un suicidio presentarsi con un candidato in solitaria. Non a caso Calenda nel fine settimana ha confermato che verrà aperta una discussione col Pd tanto per le Regionali nel Lazio quanto per quelle in Lombardia. Di certo se mai si dovesse chiudere l’accordo sul campo largo va da sé che si dovrebbe convergere su un candidato presidente che garantisca politicamente tutti.

Ma il Pd non intende lasciare la presidenza e per convincere i Cinque stelle potrebbe proporre un patto di scambio. Nel 2023 oltre al Lazio andranno al voto anche Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Molise (dove il M5S alle ultime politiche ha preso il 24,32% cioè un punto in più del centrosinistra). Ebbene i dem sarebbero pronti a sostenere un candidato pentastellato in Molise in cambio di avere campo libero nella scelta del candidato nel Lazio.

Tra i nomi circolati da mesi c’è quello del vice presidente Leodori e quello dell’assessore D’Amato

Tra i nomi circolati da mesi c’è quello del vice presidente della Regione, Daniele Leodori (nella foto), che sarebbe gradito anche ai Cinque Stelle. E quello di Alessio D’Amato, attuale assessore alla Sanità che piace molto ai centristi di Calenda e Renzi. Nel totonomi è stato fatto anche quello di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio

Ma il nome del candidato, ovviamente, dipenderà dal tipo di coalizione che i dem riusciranno a mettere in piedi. E fino a quando Conte non scioglierà la riserva e Renzi e Calenda non diranno chiaramente cosa intendono fare, il centrosinistra rimarrà in una sorta di limbo.

Dalle parti del centrodestra si aspetta di conoscere il nome ufficiale del candidato. Considerando che Forza Italia si è aggiudicata la Sicilia con Renato Schifani e che il Carroccio punta sulla Lombardia, a decidere nel Lazio sarà Fratelli d’Italia.

Il presidente della Cri Rocca potrebbe essere il candidato dal centrodestra. Ma ci sono anche Colosimo e Ciocchetti

Tra i nomi che circolano, usciti di scena Francesco Lollobrigida (nominato ministro) e Fabio Rampelli (eletto vicepresidente della Camera), c’è quello di Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa, non incluso nella lista dei ministri, come sembrava, nella casella alla Sanità. Nella rosa dei nomi c’è Chiara Colosimo e, nelle ultime ore, anche Luciano Ciocchetti. Ma a casa Meloni la situazione appare meno magmatica.

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