Regionali, nulla di fatto per le alleanze tra M5S e Pd. Territori irremovibili. A vuoto gli inviti (tardivi) di Conte e Di Maio

di Antonio Acerbis
Politica

Niente da fare per le alleanze last minute tra Cinque Stelle e Pd nelle Regioni. Malgrado il pressing (tardivo) del premier e lo sforzo dell’ex capo politico Di Maio, gli attivisti grillini sui territori sono stati irremovibili. E d’altra parte anche la base del Pd non ha fatto il diavolo a quattro per correre insieme a chi gli ha fatto la guerra da sempre.

Con poche eccezioni in enti locali minori, le due forze che sostengono il Governo Conte si sfideranno in periferia, col risultato di avvantaggiare le destre che come al solito uniscono le forze e sono date ampiamente avanti in Veneto, molto forti in Liguria, Puglia e Marche, mentre sembrano dietro in Toscana e Campania.

In quest’ultima Regione i sovranisti sono così in difficoltà da aver provato a chiedere il rinvio delle elezioni per motivi sanitari, in totale controtendenza rispetto ai leader nazionali che invece non vogliono sentir parlare di rinvio e da giorni tengono nel mirino il Governo, dove peraltro non ci sono tentazioni in questo senso, al di là di quanto riferiscono i sempre meno credibili retroscenisti politici.

Ieri, pure lui in zona cesarini, è intervenuto il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, secondo cui “le parole di Di Maio sono condivisibili” ed è “naturale” che le forze di governo “provino a collaborare anche sul territorio”. Di intese si tornerà comunque a parlare in futuro, anche se il veto preventivo messo da Zingaretti sulla ricandidatura della Raggi a Roma non sembra il miglior modo per cominciare.