Regioni al voto, il Pd apre alla strada giallorossa. Ipotesi di un progetto civico-sociale come argine alle destre. L’Umbria il primo banco di prova

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Mentre si tratta sul Governo giallorosso, inizia a prendere sempre più forma l’idea di un accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle nelle Regioni che a breve torneranno al voto. Un obiettivo al momento soprattutto dei dem, che cercano un argine alla marea leghista e di mantenere così la guida di diversi territori. A spingersi ieri piuttosto in là su tale ipotesi sono stati i democratici dell’Umbria. L’appuntamento con le urne è per il 27 ottobre e i dem, tramite il commissario Walter Verini (nella foto), hanno parlato di dialogo aperto anche con il M5S “a prescindere da quello che accade a Roma”.

L’idea è quella di progetto civico-sociale con un candidato in grado di legare mondi diversi. E una simile intesa inizia ad essere caldeggiata anche in Calabria, dove il Commissario del Pd, Stefano Graziano, ha affermato di seguire “con grande attenzione gli sviluppi della crisi di governo”. Da vedere infine cosa accadrà in Emilia-Romagna e il prossimo anno in Toscana, dove sempre ieri il presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani, vicino a Matteo Renzi, ha dichiarato che “è ancora presto per dire” e valutare le prospettive in Toscana, in vista delle regionali del 2020, di un eventuale governo M5S-Pd.

“Vediamo cosa accade a livello nazionale”, ha specificato. Il primo banco di prova sarà comunque l’Umbria. “Il Pd da solo non va da nessuna parte, ma chi ambisce a guidare senza il Pd non va da nessuna parte ugualmente”, ha aggiunto a tal proposito sempre Verini, auspicando larghe intese utili a sconfiggere la destra.