Registrato l’aumento più contenuto di nuovi contagi da oltre un mese, 675 tra ieri e oggi. Ma il Coronavirus ha causato altre 602 vittime

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In ventiquattrore si sono registrati 675 contagi in più. Si tratta dell’aumento più contenuto da oltre un mese, basti pensare che tra domenica e lunedì erano stati il doppio, 1.363. Una sola volta, dall’inizio dell’emergenza, il dato aveva toccato un picco così basso: il 6 marzo scorso, quando erano stati 620. Nuovi contagi che si vanno a sommare ai 104.291 pazienti che ancora oggi sono alle prese con il Coronavirus. Un dato confortante, quanto il calo dei ricoveri dei pazienti più gravi, ma che risente, come è noto, del numero dei tamponi processati tra un censimento e l’altro.

L’ultimo bollettino sanitario, reso noto questa sera dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, conferma la diminuzione ormai costante – iniziata il 4 aprile scorso – dei ricoveri in terapia intensiva: sono 3.186, pari a 74 degenze in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.122 sono in Lombardia, 21 in meno rispetto a ieri. Degli oltre centomila malati di Covid-19, i ricoverati con sintomi sono 28.011 (12 in meno rispetto a ieri), sono, invece, 73.094 quelli in isolamento domiciliare asintomatici o con sintomi lievi. Sono 21.067 le vittime, con un aumento, rispetto al 13 aprile, di 602 decessi (ieri era stato di 566 morti). Per quanto riguarda i pazienti guariti: sono 1.695 in più rispetto a lunedì e portano il totale dei negativizzati dall’inizio dell’epidemia a 37.130.

“La situazione delle terapie intensive – ha spiegato il direttore del Dipartimento Emergenza e Rianimazione del Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), Massimo Antonelli – è in miglioramento, grazie alla collaborazione con la Lombardia abbiamo fatto un paragone: i ricoverati in quella regione sono stati nelle ultime 4 settimane 3.862, i dimessi 1.296, i degenti sono ancora 1.240, con il 65% di sopravvivenza. Nel Lazio in un lasso di tempo simile sono stati 424 i ricoverati in terapia intensiva, un quarto dimesso e un quarto ancora degente. Sopravvivenza al 65%, la stessa”.

“Ciò vuol dire – ha aggiunto Antonelli – che il grosso impatto per l’emergenza in Lombardia c’è stato sulle terapie intensive. Le misure di contenimento hanno ridotto il flusso verso le terapie intensive in altre aree. La severità della condizione dei malati è però simile, a prescindere dai numeri diversi nelle regioni. Conclusione: le misure hanno funzionato per contenere l’impatto in singole regioni e i pazienti, indipendentemente da dove si trovino, con le terapie intensive raggiungono un tasso di sopravvivenza di tutto rispetto. Non credo – ha concluso il direttore del Dipartimento Emergenza e Rianimazione del Gemelli – che il virus sia diventato meno contagioso, piuttosto che abbiano funzionato le misure di contenimento”.

Il numero dei contagiati totali dal Coronavirus in Italia – compresi morti e guariti – sale a 162.488, con un incremento, sempre rispetto a lunedì, di 2.972.  Nel dettaglio (qui la mappa dei contagi): i casi attualmente positivi sono 32.363 in Lombardia, 13.778 in Emilia-Romagna, 13.055 in Piemonte, 10.736 in Veneto, 6.352 in Toscana, 3.466 in Liguria, 3.095 nelle Marche, 4.022 nel Lazio, 3.094 in Campania, 2.082 nella Provincia autonoma di Trento, 2.552 in Puglia, 899 in Friuli Venezia Giulia, 2.071 in Sicilia, 1.800 in Abruzzo, 1.564 nella Provincia autonoma di Bolzano, 622 in Umbria, 900 in Sardegna, 816 in Calabria, 559 in Valle d’Aosta, 265 in Basilicata e 200 in Molise.