Renzi con lo 007 all’autogrill, il Copasir mette alle strette Draghi

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Sullo strano incontro tra Matteo Renzi e lo 007 Marco Mancini in un autogrill a fine dicembre, nel pieno della crisi di Governo, svelato da Report, il Copasir non molla. Mercoledì scorso il premier Mario Draghi ha nominato Elisabetta Belloni al vertice del Dis al posto del prefetto Gennaro Vecchione e confermato il prefetto Mario Parente al vertice dell’Aisi.

Renzi con lo 007 all’autogrill, il Copasir mette alle strette Draghi

Nessun cenno sul caso del dirigente dell’intelligence, già coinvolto nel caso Abu Omar, sull’irrituale faccia a faccia con il leader di Italia Viva. Soltanto una direttiva, poche ore prima, del sottosegretario Franco Gabrielli, che vieta incontri del genere non autorizzati. Dopo i tentativi di Iv di far passare la vicenda come un semplice scambio di auguri tra due conoscenti e di attaccare Report, ricorrendo a un falso dossier, a voler mantenere un faro sull’accaduto e a cercare di fare chiarezza è così il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che rischia di diventare una spina nel fianco per l’ex rottamatore.

L’Ufficio di presidenza del Copasir ha deciso di chiedere al presidente del Consiglio l’attivazione di un’inchiesta interna sul caso dell’incontro tra Renzi e Mancini. Più nello specifico, ha deciso di avviare la procedura di cui all’articolo 34 della legge 124/2007, che prevede di richiedere al premier l’attivazione delle inchieste interne ai sensi dell’articolo 4, comma 3 lettera i) della medesima normativa. In pratica un’autorizzazione a far partire un’inchiesta interna dopo le notizie diffuse da Report.

Del resto è l’Ufficio ispettivo del Dis che può svolgere, “autorizzato dal presidente del Consiglio dei ministri, inchieste interne su specifici episodi e comportamenti verificatisi nell’ambito dei servizi di informazione per la sicurezza”. E le relazioni conclusive delle inchieste interne, come previsto dalla legge, sono trasmesse integralmente al Copasir. Una proposta che “sarà deliberata nella prossima seduta del comitato”. Infine il Comitato, presieduto dal leghista Raffaele Volpi, ha deciso di audire a breve la Belloni e il ministro degli esteri Luigi Di Maio.

L’indagine sull’incontro con Mancini

Anche l’indagine sull’incontro tra Renzi e Mancini diventa però l’occasione per Fratelli d’Italia di tornare a dare battaglia sulla presidenza del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che spetta all’opposizione e che la Lega non vuole mollare dopo l’ingresso in maggioranza col governo Draghi. “Il Copasir, attualmente presieduto da un esponente che sostiene il governo, ha chiesto al presidente del Consiglio Draghi, di riferire circa l’incontro del senatore Renzi con un esponente dei servizi segreti. Maggioranza di governo che interroga il governo sul rapporto coi vertici dei servizi segreti nominati sempre dal governo.

Forse ora è più chiaro quale genere di guaio si può delineare se il Copasir resterà nelle mani della maggioranza”, ha dichiarato sempre ieri Fabio Rampelli, esponente di FdI e vicepresidente della Camera dei deputati. Per Rampelli, così salta l’equilibrio tra i poteri su cui si fonda ogni democrazia. “Per ora – ha proseguito – stando alle indiscrezioni, pare che la soluzione trovata dai “genii” delle istituzioni sia mettere il bavaglio ai parlamentari, attraverso il varo di un non meglio identificato “regolamento” per gli incontri. Qui si sta travalicando il confine della decenza e si stanno sempre di più restringendo gli spazi di libertà e democrazia. I presidenti delle Camere pongano fine senza ulteriore indugio a questa imbarazzante situazione”.