Renzi & C. pronti all’inciucio. Dal M5S niente sconti alla Meloni

Parla Vittoria Baldino (M5S): "Con l'attuale dirigenza del Pd la rottura è insanabile. I loro errori hanno aperto una prateria alla destra".

Il M5S “non farà sconti a nessuno”. Specie considerando il rischio “inciucio” tra destra e Renzi e Calenda. Di fatto “sono rimasti sono i Cinque stelle a difendere gli interessi dei cittadini”. Questo è l’impegno che emerge dalle parole di Vittoria Baldino, parlamentare fresca di rielezione nella prossima legislatura. Un impegno che mira anche a tutelare la nostra Costituzione, viste le dichiarazioni di esponenti di FdI pronti a modificare la nostra Carta.

DICHIARAZIONI DI VITTORIA BALDINO

“Dipende dal modo col quale si vuole modificare quella è la più bella Carta del mondo – spiega non a caso la Baldino – Ma proprio guardando a quei meccanismi voluti dai nostri Padri costituenti, cioè maggioranze rafforzate e coinvolgimento diretto della cittadinanza, preoccupano le dichiarazioni della premier in pectore”.

Cioè?
Giorgia Meloni ha espresso apertamente la volontà di modificare “anche da soli” la Costituzione. Ecco, questo è già un errore istituzionale, di metodo, di approccio, prima ancora di andare a vedere i contenuti di eventuali riforme.

Il fine ovviamente è quello del presidenzialismo. Lei cosa ne pensa?
La nostra posizione è molto chiara da tempo: noi riteniamo sia importante che il Presidente della Repubblica rimanga una figura terza, impegnata nel rispetto della nostra Costituzione, quindi, sostanzialmente, delle “regole del gioco” che tengono in piedi il nostro assetto istituzionale. Semmai, dobbiamo rafforzare il ruolo del Parlamento e potenziare gli strumenti di partecipazione alle decisioni e rendere più stabile i governi attraverso l’istituto della sfiducia costruttiva.

Renzi e Calenda hanno già aperto a questa possibilità. C’è il rischio già da ora di un nuovo “inciucio”?
A dire il vero, i segni di un prossimo inciucio sono emersi in modo molto chiaro nel corso di tutta la campagna elettorale. Anzi, fin dalle fasi preparatorie, potrei dire, visto che in Azione sono sbarcati ex ministri ed esponenti di primo piano di Forza Italia, come a voler confermare che quello è già un partito di centrodestra. Poi, nelle settimane che hanno preceduto il voto, Calenda, Renzi e la destra si sono strizzati l’occhio a più riprese. Penso ad esempio a tutta la tematica ambientale e relativa all’energia, con le coincidenti aperture su inceneritori e centrali nucleari. Penso anche al tema della giustizia, dove le affinità sono tante. Per non parlare del loro approccio anche sui temi del lavoro, con una preferenza per il sistema dannoso dei voucher, e addirittura delle intese sui diritti civili: ho letto Calenda dare ragione alla Meloni sull’aborto. Insomma, non credo che l’inciucio, oggi, sia un rischio, ma una concreta possibilità. Per fortuna, in Parlamento esiste una forza come il Movimento che non farà sconti a questa maggioranza di destra.

Non è paradossale che si parli di questo quando ancora non c’è l’insediamento e con la ;anovra alle porte?
Più che paradossale, mi sembra perfettamente coerente con le politiche di questa destra, scollata dalla realtà. Noi in campagna elettorale ci siamo battuti per il riconoscimento della dignità degli ultimi, sul tema del lavoro, dell’ambiente, sulle misure da mettere in campo per contrastare il caro bollette. La destra pensa invece a cambiare la Costituzione con un atto di forza. Certo, è un atteggiamento preoccupante, ma la storia recente aveva avvisato gli italiani: Giorgia Meloni faceva parte del governo che portò l’Italia sull’orlo del default, nel 2011. Molti ministri di quel governo oggi aspirano a tornare a capo di un ministero o comunque hanno ritrovato posto nella maggioranza che sosterrà il prossimo governo. Hanno già dimostrato di non essere minimamente in grado di gestire le finanze del nostro Paese.

Altro terreno molto delicato è quello del reddito di cittadinanza. In campagna elettorale Fratelli d’Italia stato chiaro: verrà abolito…
Altra dimostrazione di come la destra ignori le difficoltà di tanti italiani. Stiamo parlando di politici che guadagnano più di 500 euro al giorno e che vogliono togliere a tanti cittadini in difficoltà un sostegno di 500 euro al mese. È una vergogna che noi proveremo a evitare in tutti i modi.

Intanto anche l’Ue ha detto che bisognerebbe rafforzare lo strumento del reddito. Invece la Meloni vorrebbe abolirlo. Si rischia di partire con il piede sbagliato anche nei rapporti con l’Unione Europea?
Credo che i problemi con l’Ue vadano ben oltre la posizione deprecabile della destra nei confronti del Reddito di cittadinanza. Basta andare a vedere l’atteggiamento nei confronti di democrazie chiaramente illiberali come l’Ungheria di Orban. Paesi in cui i diritti civili vengono calpestati e si propugna una visione della donna retrograda e pericolosa. Sintonie preoccupanti che hanno trovato forma anche in atti formali del Parlamento europeo. Insomma, l’Europa a cui guarda la Meloni non è quella dei nostri tradizionali partner, ma di nazioni che hanno un’idea autoritaria di democrazia.

Che tipo di opposizione sarà quella del Movimento viste già queste avvisaglie?
Sarà un’opposizione intransigente, non ideologica ma basata sui temi e sui principi che hanno ispirato la nostra campagna elettorale. Non faremo sconti a nessuno. Siamo rimasti solo noi a difendere i diritti di tanti cittadini. E non ci sottrarremo a questa responsabilità.

Che spazio crede che avranno in questa legislatura temi etici ed ecologici?
A giudicare dalle posizioni espresse apertamente dai partiti che si propongono di governare questo Paese, non c’è da stare tranquilli. Sui temi etici, mi pare chiaro che la direzione sia quella di mettere persino in discussioni diritti già acquisiti dagli italiani. Sull’ambiente, poi, davvero non si vuole imparare la lezione: sia i cambiamenti climatici, sia gli effetti nefasti della nostra dipendenza delle fossili in questi anni ci stanno avvisando che bisogna cambiare rotta, verso le energie rinnovabili. Ma la destra va esattamente nella direzione opposta.

Capitolo Pd: c’è margine per una nuova alleanza?
Lo ha detto chiaramente il nostro presidente Giuseppe Conte: con questa dirigenza del partito non è possibile alcuna alleanza. Hanno commesso errori gravissimi che hanno distrutto il fronte progressista e aperta una prateria alle destre.

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