Renzi nel campo largo, sì della base ma no del M5S: conviene davvero alla coalizione?

Only Numbers: tra gli elettori del campo largo il 47,3% è favorevole a Renzi, ma nel M5S i contrari sono il 58,3%. PD al 60,7%, AVS al 44,7%.

Renzi nel campo largo, sì della base ma no del M5S: conviene davvero alla coalizione?

Matteo Renzi nel campo largo è un’ipotesi su cui discutono da tempo i leader del Partito democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, ma il suo ingresso in coalizione sarebbe davvero utile? Questa la domanda che sorge spontanea dall’analisi del sondaggio Only Numbers per Porta a Porta, pubblicato oggi sul sito BiDiMedia, e da cui emerge che il 47,3% degli elettori di tutto l’ipotetico campo largo è favorevole all’ingresso di Italia Viva nella coalizione, contro il 30,9% che è contrario e il 21,8% che non si esprime.

Se fosse così semplice, la risposta sarebbe chiara perché quasi un elettore del campo largo su due è favorevole. Eppure entrando nel merito dei dati degli elettori dei singoli partiti, lo scenario cambia radicalmente. Nel Pd l’ingresso di Renzi viene visto favorevolmente dal 60,7% degli elettori, in Alleanza Verdi e Sinistra il dato scende al 44,7%, mentre nel Movimento 5 Stelle la quota precipita al 9,7%. Inoltre un elettore su cinque, ossia il 21,8% del campione, non ha ancora un’opinione.

Il pannello riepilogativo del sondaggio di Only Numbers per Porta a Porta

Per una facile lettura, ecco la tabella con i dati della rilevazione di Only Numbers per Porta a Porta che, con un semplice colpo d’occhio, spiega nel dettaglio quanti sono i favorevoli, i contrari e gli indecisi in merito all’ingresso di Casa Riformista-Italia Viva nel campo largo.

Elettori di Favorevoli Contrari Non sa
Campo largo 47,3 30,9 21,8
PD 60,7 20,5 18,8
AVS 44,7 28,9 26,4
M5S 9,7 58,3 32,0
Italia Viva 95,6 4,4 –

Il Movimento 5 Stelle è il blocco più ostile a Renzi

Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte è il blocco maggiormente contrario al coinvolgimento di Italia Viva, il partito dei cosiddetti renziani. I pentastellati, alla domanda se fossero “favorevoli o contrari ad annettere casa riformista Italia Viva di Matteo Renzi nel campo largo”, hanno risposto con un dato eloquente: solo il 9,7% è favorevole, il 58,3% è contrario, il 32% non sa o non risponde.

Diametralmente opposta, invece, la posizione dei democratici che per il 60,7% si dicono favorevoli, a fronte del 20,5% di contrari, e il 18,8% di indecisi. Più sfumata la posizione degli elettori di Avs: il 44,7% è favorevole, il 28,9% è contrario, e il 26,4% non si esprime.

Cosa comporta l’ingresso di Renzi nel centrosinistra?

La domanda che tutti si fanno è su cosa cambierebbe con l’ingresso dei renziani nel centrosinistra allargato. Ebbene qui si entra nel novero delle ipotesi, non delle certezze, perché la contrarietà espressa da una fetta di elettori, che per giunta non sono maggioritari nel computo totale, non significa automaticamente che, in caso di accordo con Italia Viva, non voteranno la coalizione.

Sempre ragionando per ipotesi, appare quindi possibile che una fetta di pentastellati potrebbe decidere di non appoggiare il campo largo. Proprio per questo Italia Viva, che secondo la media dei sondaggi di BiDiMedia del 13 ottobre veniva dato al 2,4%, non è detto che riesca a compensare l’eventuale perdita di consensi tra i pentastellati visto che, nella stessa rilevazione, i Cinque Stelle toccavano il 12,7%.

Il paradosso del centrosinistra

Insomma Renzi sembra dividere l’elettorato del centrosinistra, ma senza spaccarlo in due. Il problema è che, sempre secondo la media BiDiMedia del 13 ottobre, il campo largo senza Italia Viva e +Europa, l’altro partito che potrebbe entrare a far parte della coalizione, non avrebbe i numeri per battere l’attuale maggioranza. Questo perché l’attuale maggioranza di Giorgia Meloni, composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, per la stessa media di BiDiMedia della settimana scorsa, è al 42,1%, a fronte del 43,3% del campo largo con Renzi e +Europa.

Stessa media dei sondaggi politici da cui, con una semplice somma aritmetica tra i voti, si ricava che sommando i voti dei soli Pd (20,2% in quella rilevazione), M5S (12,7%) e Alleanza Verdi e Sinistra (6,4%) arrivano soltanto al 39,3%. Anche considerando l’ingresso della sola +Europa, che vale l’1,6%, il totale arriverebbe al 41,7% restando ancora dietro alle destre. Detto in parole semplici: il centrosinistra ha bisogno di +Europa e Renzi per superare le destre, sempre a condizione che nella coalizione della Meloni non entri Futuro Nazionale di Roberto Vannacci che, con il 7,5%, ribalterebbe completamente la situazione.