Renzi profetizza Conte contro il M5s. L’ultima balla per avvelenare i pozzi dell’intesa con il Pd

Matteo Renzi
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Siamo alle solite. Matteo Renzi non sa più cosa inventarsi per lanciare accuse e presagi nefasti all’indirizzo di ciò che tema. Ovvero, l’alleanza – che si avvia ad essere sempre più strutturata – tra Pd e Movimento cinque stelle. E così ieri non ha perso occasione, in una lunga intervista rilasciata a Repubblica, ha sottolineato che “l’esperienza dei 5 Stelle è al capolinea. E dubito che Conte – che si definisce equidistante da destra e sinistra – accetti di guidare il Movimento. Non mi stupirei se alla fine rinunciasse” e “provasse a fare qualcosa da solo. Credo gli convenga”.

Renzi profetizza Conte contro il M5s

Un atto d’accusa bello e buono che, a sentire le voci degli onorevoli pentastellati, a ha il solo fine di provare a destabilizzare il Movimento cinque stelle in un periodo certamente molto delicato. Non solo c’è la questione della rifondazione, ma c’è il tema del tetto ai due mandati e, soprattutto, la querelle in piedi con Davide Casaleggio. E forse è proprio quest’aspetto ciò che più degli altri ha infastidito attivisti e parlamentari.

Nella lunga intervista, infatti, l’ex presidente del Consiglio e oggi senatore di Italia viva, ha posto una questione a dir poco singolare accostando l’inchiesta in corso sulla Fondazione Open alla vicenda Rousseau: “Noi avremo un processo sul finanziamento illecito solo perché un magistrato dice che la fondazione che organizzava la Leopolda era in realtà un partito. Si immagina cosa accadrà quando gli inquirenti entreranno nel rapporto tra la Casaleggio, il Movimento, Rousseau, i gruppi parlamentari?”.

L’ultima balla per avvelenare i pozzi dell’intesa con il Pd

Per molti parlamentari grillini la domanda retorica posta da Renzi “è semplicemente folle: ma come può accostare una questione su cui c’è un’inchiesta in corso con un’altra che, mal che vada, si risolverà con una mediazione? Siamo al delirio”, sbotta un senatore 5S stanco dei continui improperi renziani. A restare in silenzio, almeno per ora, sono stati proprio Giuseppe Conte ed Enrico Letta. La strategia di entrambi, secondo quanto risulta al nostro giornale, è cercare di smorzare i toni che, invece, Renzi ha tutto l’interesse di provare ad acuire.

Alla fine almeno la partita di ieri si è conclusa con una sonora sconfitta per il leader di Italia viva: l’effetto di scombussolare il quadro politico magari con qualche uscita a gamba tesa che poi il senatore avrebbe potuto giocarsi a suo favore, era secondo alcuni un desiderio di Renzi che è però rimasto tale. Niente è accaduto e i leader Pd e 5S hanno fatto morire gli attacchi. Come se niente fosse mai accaduto. Il miglior disprezzo è la non curanza, d’altronde. E Letta e Conte sembrano averlo messo in pratica.

Leggi anche: L’intervista di Renzi che dice che Conte potrebbe lasciare il MoVimento 5 Stelle

Letta e Renzi, Conte e il M5s

E non era così scontato. Soprattutto quando Renzi ha girato il coltello nella piaga: “Letta punta a un centrosinistra largo che dialoghi con i 5 Stelle? Noi dentro, i Cinque Stelle no. Questa è anche la tesi di chi, tra i dem, ha visto all’opera i grillini a cominciare dai romani che hanno subìto l’amministrazione Raggi”. Ecco un altro tema di scontro: la quasi certa non-alleanza per il  Campidoglio tra Pd e Cinque stelle. Un tiro ben congegnato ma anche questo finito nel dimenticatoio. Certo, per carità: i problemi in vista di un’intesa strutturale tra le due forze politiche restano tutte. Ma la strategia renziana di far implodere ogni tentativo di alleanza sta fallendo miseramente.

“Alla fine che risultato ha ottenuto Renzi con quest’intervista? Nessuno. Spero soltanto – chiosa ancora il senatore del Movimento cinque stelle – che abbia finalmente capito che, purtroppo per lui, il leader Iv non è nelle posizioni di ricattare nessuno col suo 2%”. E poi l’attacco: “E sarebbe anche ora lo capisse: dopo aver fatto cadere da Palazzo Chigi prima proprio Letta e poi proprio Conte, vorrebbe giocare al rialzo proprio con loro. Ma con che faccia?”. Il dubbio, secondo alcuni, è che, nonostante sia indubitabile che Renzi sia uno scaltro stratega politico, oggi stia rischiando di sbagliare tattica. Con la conseguenza che sia proprio lui a cementare l’intesa tra Pd e 5S piuttosto che farla implodere

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