Renzi fa la vittima, ma è lui la causa dei suoi mali. Il segretario di Italia Viva si lamenta per l’eccessiva attenzione dei media. Ma è sempre lui a suscitarla

Renzi Ranucci
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L’uomo è così. Molto pieno di sé, narciso di livello stellare, passa il suo tempo a googlare con la linguetta di fuori il suo nome per vedere se lo citano, quanto e come. E così da New York City, dove se ne è andato a officiare l’ennesima provocazione per gli italiani (leggi l’articolo), si lamenta gigioneggiando sulla vicenda di Report e ci informa che mai si è parlato così tanto di lui come ora che lo ha fatto la trasmissione di Sigfrido Ranucci (nella foto).

È lì per quotare in borsa una società di car sharing di cui è nel consiglio di amministrazione. Renzi ci gode a fare il discolo impenitente con la sua faccia paffuta e così da New York continua a dire “la legge me lo consente” e si gode le tartine al caviale delle feste per soli ricchi, facendo ai lavoratori -come Alberto Sordi nei Vitelloni- il gesto dell’ombrello. E poi si lamenta che si parla di lui.

E certo se un membro del Senato italiano se ne va in Arabia Saudita per il bacio della pantofola al dittatore di turno –peraltro accusato dell’omicidio di un giornalista scomodo- tutti devono stare zitti perché “sua arnità” si deve pavoneggiare con i Grandi della Terra. E si lamenta ancora che si parla di lui perché incontra le barbe finte come Marco Mancini negli Autogrill. Eppure di lui si dovrebbe parlare perché Renzi è stato un fenomeno nel senso greco del termine e cioè qualcosa che si è manifestato nella sua incredibile dinamica perversa.

Renzi è l’ipostasi del trasformismo e sarà ricordato per aver distrutto l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, un baluardo dall’altissima valenza simbolica. E anche per avere introdotto il job act e tante altre amenità di questo tipo.

IL TRADIMENTO. Renzi è stato nel Pd la quinta colonna di Confindustria e ha letteralmente venduto i lavoratori al grande capitale tradendo la storia di quel Partito comunista italiano da cui proviene tanta storia del Pd stesso. Renzi ha fatto per la destra cose che neppure Berlusconi era mai riuscito a realizzare. E per questo non sarà mai dimenticato da quella base del Pd fatta di lavoratori che ha costituito per decenni l’asse portante di un progetto politico ancorché di un partito.

Il senatore toscano fa parte di quella “crema” rancida che ha distrutto la sinistra mondiale. Basti a pensare a Tony Blair e la sua Terza Via, che poi era un modo dotto per dire Quinta Colonna e cioè tradimento dei veri ideali di sinistra. Ogni tanto la gente si stufa di questi furbastri e vota personaggi come Trump non perché si aspetti niente da lui, ma perché non ce la fa proprio più a sopportare tale trasformismo.

Se la sinistra mondiale è stata ed è percepita come quella degli attici e dei fondi di investimento è grazie a gente come Renzi che con una faccia da tolla si è trasformata nel suo opposto che poi, a pensar bene, deve essere un vizietto italico se è vero com’è vero che Benito Mussolini prima di diventare Duce era il direttore del giornale del Partito socialista e cioè l’Avanti!

In Sicilia il Nostro ha fatto finalmente l’accordo con Forza Italia facendo felice Sua Emittenza che in fondo vuole un gran bene ai due Mattei e forse gli piace pure di più quello toscano visto che l’altro gli ha fottuto la coalizione. Detto questo chissà quanto ce lo dobbiamo sorbire codesto imbonitore che aveva addirittura fatto la tesi di laurea sul sindaco santo di Firenze Giorgio La Pira che da lassù si starà torcendo le mani per questo ragazzotto ingrato.

Leggi anche: Renzi non si smentisce mai. Pure a New York spara sul Reddito di cittadinanza. Il senatore di Rignano attacca la misura M5S contro la povertà ed elogia il suo datore di lavoro Trani.