Renzi ostenta sicurezza alla direzione del Pd. Ma stavolta non è il mattatore e la minoranza presenta il conto. Cuperlo boccia il segretario con benedizione di D’Alema

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Rivendica la differenza “dagli altri”. Eppure evoca gli stessi argomenti di Silvio Berlusconi, prendendosela con la Procura di Potenza. Ma soprattutto per la prima volta la minoranza gli presenta il conto. “Non ti stai mostrando all’altezza del ruolo che ricopri, ti manca la statura del leader anche se coltivi l’arroganza del capo”, ha detto Gianni Cuperlo. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, non è riuscito nell’impresa della totale autocelebrazione, durante la direzione nazionale del Partito democratico. In cui aleggiava comunque l’ombra di Massimo D’Alema, che venerdì scorso si è materializzato in una Camera semi deserta. Ma dove si aggirava anche Cuperlo.

L’intervento di Renzi
La diversità profonda dagli altri è che loro parlavano di legittimo impedimento, io dico interrogatemi, gli altri parlavano di prescrizione io chiedo sentenze e dico di fare i processi, ma veloci”, ha affermato il presidente del Consiglio e leader dem. “Chi ruba su un’opera pubblica deve andare in galera, se vuole patteggiare lo faccia ma se vuole patteggiare deve restituire tutto fino all’ultimo centesimo perché questa è una nostra riforma”, ha aggiunto Renzi. “Noi abbiamo fatto la legge sui reati ambientali e se vogliono votiamo la legge sul conflitto di interessi. Il governo delle lobby lo dicano a qualcun altro. Ma io dico che è mio compito istituzionale che un’opera bloccata da anni arrivi a realizzazione”, ha rivendicato il premier. Infine sul caso specifico di Tempa Rossa ha lanciato la stoccata alla magistratura: “Il governo ha sbloccato un’opera bloccata dal 1989. Lo scandalo non è che sia stato approvato l’emendamento ma che per 27 anni si sono perse opportunità. Se avete qualcosa da chiedere chiedetemelo. Che si vada a sentenza. In Basilicata le inchieste sul petrolio si fanno ogni 4 anni, come le Olimpiadi. Non si è mai arrivati a sentenza”.

Stop dalla minoranza
Gianni Cuperlo
ha riservato le parole più dure al segretario. “E le ho volute dire in faccia”, ha precisato. “Penso che tu non stia facendo il segretario. Penso che tu si profondamente onesto e appassionato per la politica. Ma non ti stai mostrando all’altezza del ruolo che ricopri, ti manca la statura del leader anche se coltivi l’arroganza del capo”, ha scandito. Nel dettaglio ha rivolto attacchi diretti: “Pochi giorni fa hai usato la riforma costituzionale in un modo che non dovrebbe essere mai usata, dicendo più o meno che da ottobre spazzerai via le opposizioni. E dopo? Chi dovrebbe rimanere dopo che avrai spazzato via quelli che non la pensano come te sulla riforma di un terzo della Costituzione? Pensi che quella sarà una democrazia più solida? Il referendum di ottobre non è il tuo referendum ma è un referendum per superare il bicameralismo. Più lo farai tuo più creerai divisione anche nel tuo partito”.

Non meno ruvide le affermazioni dell’ex capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza. “La segreteria di Matteo Renzi è stata del tutto insufficiente”, ha detto. “Rischiamo – ha aggiunto – di restare con le primarie ma senza un partito. Le difendo ma rischiano di essere un boomerang anche per chi le vince. Nei prossimi mesi dobbiamo ricostruire il partito come comunità”. E l’esponente della sinisra è tornato anche sulla questione dell’emendamento Tempa Rossa: “Penso che quell’emendamento fosse sbagliato, ne avevamo discusso nello Sblocca Italia, e si decise di metterlo da parte. Quando sblocchi e poi trovi che nella terra ci mettono il veleno sei davanti a qualcosa che non funziona”.