Renzi ha già in mano la lista dei ministri

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di Antonello Di Lella

Anche se Enrico Letta non è stato ancora buttato giù dalla torre l’argomento più in voga nei palazzi della politica è il toto ministri su quello che potrebbe essere il governo Renzi 1. E così sono tanti i nomi dei papabili, tant’è che alla fine qualcuno probabilmente riuscirà anche ad incastonarli nelle caselle giuste. Messa da parte ormai l’era Saccomanni, al Tesoro potrebbe arrivare Tito Boeri o Andrea Guerra, mentre per il Lavoro l’ex leader Cgil Guglielmo Epifani potrebbe avere ottime chance, e il segretario del Pd Renzi non lo ha certamente nascosto. Angelino Alfano, alla fine, potrebbe restare vicepremier, mentre all’Interno si giocherebbero il posto Dario Franceschini e Graziano Delrio.

Il puzzle
Prima di provare a incastrare tutti i tasselli e avventurarsi in previsioni è necessario capire chi salirebbe sul carro di Renzi. Dalla composizione della maggioranza di governo dipenderà la composizione dell’eventuale nuovo esecutivo. In caso di rimpastino, sempre meno probabile, con un Letta bis le caselle che cambierebbero sarebbero poche, se invece a Palazzo Chigi dovesse arrivare il segretario democratico Renzi molti dei componenti dell’esecutivo Letta sarebbero costretti a riempire gli scatoloni al ministero e andare a casa piuttosto rapidamente. Sulla contestatissima Emma Bonino, però, potrebbe esserci la pressione del Colle per mantenerla alla Farnesina e garantire continuità nei rapporti internazionali proprio nei giorni che si preannunciano decisivi per il destino dei due marò in India.

Le trattative
A curare i Rapporti con il Parlamento potrebbe arrivare l’attuale vice presidente della Camera Roberto Giachetti, mentre la Cultura potrebbe essere affidata ad Alessandro Baricco secondo il disegno renziano, che però dovrà fare i conti con gli altri componenti della maggioranza. Cruciale il rapporto con il Nuovo centrodestra che punta a confermare Beatrice Lorenzin alla Sanità e Maurizio Lupi ai Trasporti. Ma si parla anche di Pippo Civati e del renziano sindaco di Bari Michele Emiliano. Debora Serracchiani invece si tiene stretto il suo Friuli Venezia Giulia. Come Guardasigilli in pole Michele Vietti, vice presidente del Csm, mentre Maria Elena Boschi sarebbe già intoccabile per le Riforme. Ma chissà che per ora non restino solo nomi nel cassetto.