Renzi in missione a Bagdad

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Di Monica Tagliapietra

La tragedia di ieri sui cieli delle Marche apre un nuovo capitolo sulla sicurezza delle armi italiane. I soldati dell’esercito regolare di Bagdad e i peshmerga che combattono i jihadisti nel Nord dell’Iraq possono però stare tranquilli. L’arsenale che Matteo Renzi porterà oggi in dono è di fabbricazione sovietica: un mucchio di vecchi fucili sequestrati nel 1994 dalla nostra missione umanitaria nel Balcani. Armi che sarà un miracolo se sparano ancora un colpo. Una mossa di facciata, dunque, per mostrare a un’Europa immobile di fronte al massacro dei miliziani mussulmani dell’Isis che noi perlomeno qualcosa proviamo a fare. Se in Iraq è in guerra, c’è aria di battaglia anche in Italia, dove l’opposizione dei Cinque Stelle oggi minaccia di alzare le barricate nelle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite. Per i grillini, che potrebbero trovare sulla loro stessa posizione il Nuovo Centrodestra di Alfano, il Governo non può fornire aiuti militari in un’area di guerra senza prima ottenere il via libera del Parlamento. Un passaggio che Renzi si è guardato bene dal fare e anzi, recandosi oggi di persona nella capitale irachena, ha sugellato con la sua presenza.

Grillo apre
Di sicuro l’Italia diventa così il primo Paese ad adempiere all’invito espresso dai ministri degli esteri Ue nella riunione d’emergenza tenuta a ferragosto a Bruxelles. Un vertice nel quale la nostra Federica Mogherini aveva promesso l’invio di armi dopo l’approvazione del Parlamento. Approvazioen che non c’è stata e forse non ci sarà neppure oggi, visto che non è neppure detto che i commissari esprimeranno un voto. Poco prima della seduta, attorno alle 12, i quattro presidenti (Pier Ferdinando Casini, Nicola Latorre, Elio Vito e Fabrizio Cicchitto) si riuniranno infatti per decidere modalità e tempi. Decisiva appare la posizione dei 5 Stelle: se presentassero, come hanno annunciato, una risoluzione chiedendo un voto parlamentare, a quel punto è molto probabile che la maggioranza si trovi costretta ad avanzarne una opposta. Se i grillini sembrano convinti e compatti, il blog di Beppe Grillo apre uno spiraglio all’ipotesi di invio di armi. Armare i curdi? “Se ne può discutere, ma entrando nel merito”, scrive infatti sul blog il giurista Aldo Giannuli. Per il deputato grillino Carlo Sibilia però non se ne parla nemmeno. La guerra è tra noi.