Sul lavoro Renzi fa il panzer e la Merkel lo applaude

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“Chi vuole cambiare il mondo e ha paura di guardarsi allo specchio – ha detto Renzi – non è credibile: l’Italia sarà credibile nella sua volontà di riforme solo se porterà a casa quelle che ha promesso da trent’anni e messo in cantiere negli ultimi sei mesi. Il dibattito tra austerity e crescita, così come lo stiamo facendo – ha proseguito il premier – non solo sui giornali ma anche nei corridoi di Bruxelles tra tecnici e funzionari, rischia di uccidere la prima vittima: il buon senso. Senza crescita non c’è lavoro, senza lavoro non c’è dignità e senza dignità non c’è Europa: tornare a porre l’attenzione sulla crescita significa chiedere all’Europa di tornare ad essere se stessa. Un’azienda che non investe è finita. Un Paese che non cambia è morto. Un’Europa che pensa solo ai vincoli è arida. Se trasformiamo l’Europa in una commissione che fa gli esami e fa le pulci ai Paesi membri, ai governi liberamente eletti, forse stiamo rispettando le regole della burocrazia, ma certo stiamo uccidendo la speranza della politica”, ha aggiunto. “Se l’Europa “diventa solo luogo non più di ideali ma di controlli, solo controlli, questo è paradossalmente il più grande regalo che possiamo fare all’antipolitica”.
Il Presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso si è “congratulato” con Matteo Renzi per il Jobs Act: “una riforma importante che può avere grande impatto sulla competitività dell’economia italiana”, ha detto Barroso – secondo quanto si apprende – intervenendo al vertice di Milano.

“Il governo italiano è fantastico – ha detto il presidente del parlamento europeo Martin Schulz – sta facendo il massimo per mobilitare gli investimenti e io sostengo il governo italiano in questo”.