Renzi-nocchio aveva scherzato. Ora ci ricasca e promette: “se perdo alle primarie Pd, questa volta lascio davvero”

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Niente, abbiamo scherzato. Matteo Renzi ha scherzato sul lasciare la politica in caso di debacle – come poi è stato – al referendum costituzionale del 4 dicembre. Ecco perché, ha detto ora Renzi in un’intervista rilasciata a Panorama, in caso di una nuova sconfitta “mi pare evidente che stavolta me ne andrò davvero“.

Nei mesi dalla sconfitta per il referendum del 4 dicembre, Renzi rivendica un’uscita di scena senza compromessi, “ripartendo da zero: nessuna poltrona, nessun ruolo che fosse la fiducia data a me e che non mi sentissi in grado di ripagare”, sottolinea. Le primarie, aggiunge l’ex segretario ricandidato, “restano un forte messaggio per certificare il consenso di un leader. Sarei per farle a livello europeo”. “Tanti giornali e tanti professori ce l’hanno con me? Contano zero, sono i voti che contano”.

Quanto al caso Consip, la cui ombra ancora si allunga sull’attività politica dell’ex capo del governo: “Che lo si segua da vicino in tutto il suo iter. Voglio la verità. Nessuno insabbi. E vedrete come andrà a finire”. Il governo Gentiloni? Se la cava con una metafora quasi bersaniana: “Mi fido di lui: l’importante è che alla fine il gatto prenda il topo”.

Riguardando all’attività del suo esecutivo, invece, Renzi ricorda che “con la Merkel ho discusso. La flessibilità, con buona pace di Mario Monti, non ce l’hanno regalata, ce la siamo presa con fatica, e con quella per la prima volta la sinistra ha abbassato le tasse“. Tra gli altri argomenti affrontati da Renzi nell’intervista ci sono anche i Cinquestelle. “C’è un capo, è Casaleggio, il figlio del fondatore. Non il mister congiuntivo Di Maio o il povero Di Battista“.