Matteo Renzi e Lucio Presta indagati per finanziamento illecito. L’inchiesta della Procura di Roma riguarda il documentario “Firenze secondo me”

Renzi Presta
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il leader di Italia viva Matteo Renzi e l’agente dei vip Lucio Presta sono indagati dalla Procura di Roma per finanziamento illecito. L’inchiesta riguarda i rapporti economici e i bonifici da quasi 750mila euro versati dalla società di Presta all’ex premier per il documentario Firenze secondo me, andato in onda su Discovery e alcuni contratti per la cessione di diritti d’immagine. I pm romani, Alessandro Di Taranto e Gennaro Varone, contestano a Presta, e al figlio di Niccolò, anche il reato di false fatturazioni “relative a operazioni inesistenti” e “usando costi occulti del risparmio fiscale alla politica”.

I bonifici oggetto delle indagini sono finiti, nel 2019, anche nel mirino dell’antiriciclaggio della Uif. Al tempo fonti interne all’emittente, riferisce il Domani, rivelarono che il documentario di Renzi era stato comprato per poche migliaia di euro, oggi si scopre che l’Arcobaleno Tre (la società dei Presta) ha fatto a Discovery una fattura da appena mille euro, che tra l’altro non risulta ancora incassata. In pratica il documentario, costato quasi un milione di euro tra compenso per Renzi e spese di produzione, a oggi non ha generato alcun ricavo.

La Procura di Roma, dunque, vuole vederci chiaro. E i sospetti maggiori, si legge ancora nell’inchiesta del Domani, non riguardano tanto il documentario, ma, soprattutto, altri due contratti e relativi compensi da centinaia di migliaia di euro a favore di Renzi, scoperti dopo una verifica fiscale nella sede dell’Arcobaleno Tre. Denaro versato dalla società di Presta all’ex premier per la cessione dei diritti d’immagine in esclusiva e per alcuni progetti televisivi che i due avrebbero dovuto fare insieme.

Nel decreto di perquisizione, notificato nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza ai Presta e alla società Arcobaleno Tre, i pm parlano di “rapporti contrattuali fittizi, con l’emissione e l’annotazione di fatture relative a operazioni inesistenti, finalizzate anche alla realizzazione di risparmio fiscale, consistente nell’utilizzazione quali costi deducibili inerenti all’attività d’impresa costi occulti del finanziamento della politica”.

Il commento di Renzi: Non ho nulla da nascondere o di cui vergognarmi”.

“Non ho avuto paura di andare contro tutti per cambiare un governo, pensate che mi possano far paura con qualche velato avvertimento, con qualche avviso di garanzia a mezzo stampa in un determinato giorno?”. Il commento di Renzi affidato a un video pubblicato in serata su Facebook. Per l’ex premier “sono casualità che si ripetono… Quando ho presentato l’altro libro, hanno arrestato i miei genitori, oggi si sono limitati a un avviso di garanzia… Ma non c’è nulla da ridere”.

“Con serenità vado avanti con più decisione di prima – aggiunge -, a testa alta, perché tutto quello che ci riguarda è trasparente, tracciato, bonificato, lecito e legittimo. Non ho nulla da nascondere o di cui vergognarmi. Buon lavoro ai magistrati, siamo a disposizione se ci chiameranno a dare le risposte di cui hanno bisogno, buon lavoro alla stampa, ma anche e soprattutto a chi non si lascia fermare. Io non ho paura di nessuno e di niente”.

“Abbiamo mandato a casa un governo perché le cose non funzionavano – ha detto ancora Renzi -, lo rifarei oggi. Se qualcuno pensa che mi passi il sorriso, non mi conosce. Certo che mi amareggia per le persone coinvolte, che ci siano certi fenomeni, ma c’è la assoluta consapevolezza non solo di non aver fatto nulla di illegale, ma anche del fatto che la battaglia che stiamo facendo è una battaglia giusta. Controcorrente, con più forza di prima”.