Renzi e l’agente segreto Mancini: Report smonta il falso dossier di Italia Viva

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Sembra destinato a far parlare a lungo l’incontro, nell’autogrill a Fiano Romano, tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e il dirigente di servizi segreti, Marco Mancini.

Renzi e l’agente segreto Mancini

Con quello che si preannuncia come un romanzo a puntate, la trasmissione di Rai3, Report, è tornata ad occuparsi del caso con la puntata di ieri condotta da Sigfrido Ranucci in cui è stata approfondita – e smontata – la storia del dossier, in cui si parla di una fattura da 45mila euro che la Rai avrebbe pagato a una società lussemburghese per la consulenza dell’ex manager di Finmeccanica Francesco Maria Tuccillo, su cui si fonda l’interrogazione del renziano Luciano Nobili contro la trasmissione.

Come raccontato nel servizio, Tuccillo “non è una nostra fonte” ma “l’abbiamo incontrato una sola volta”. Ranucci subito dopo racconta che l’uomo “è stato tra i manager di Piaggio Aerospace che più si sono opposti al nuovo management filoarabo, sponsorizzato dal governo Renzi” che “aprì le porte di un’azienda strategica per la sicurezza del Paese come Piaggio Aerospace, che produce tecnologia militare, agli Emirati Arabi”. Rapporti tra Report e Tuccillo che lo stesso manager ha negato. Smontata anche la pista lussemburghese con la società che ha fatto sapere di non conoscere Tuccillo.

Nella puntata è stato sentito il padre della professoressa che ha filmato Renzi e lo 007 a Fiano Romano che ha raccontato di avere problemi di salute per i quali ricorre a medicinali che gli causano “attacchi ripetuti per cui sono stato costretto a entrare e uscire dal bagno diverse volte”. Può sembrare una precisazione di poco conto ma così non è perché proprio la presenza della donna sul luogo dell’incontro è stata giudicata sospetta dal leader di Italia Viva.

Report smonta il falso dossier di Italia Viva

Che sulla vicenda la tensione sia alta lo si capisce anche dal botta e risposta tra il leader di Italia Viva e Ranucci. A poche ore dalla messa in onda, Renzi si è messo “a disposizione per intervenire in diretta a @reportrai3 e commentare i servizi sapientemente tagliati dalla redazione. Sono certo che Ranucci mi chiamerà”. Una proposta raccolta dal conduttore che ha detto di aver “accolto con piacere la disponibilità del senatore Renzi a partecipare alla trasmissione. Ho accolto anche il suo invito a chiamarlo e ci siamo parlati. Abbiamo concordato che sarà presto ospite in studio in una puntata finalizzata a sgombrare qualsiasi ipotesi di complotto dietro all’incontro con Mancini”.

Tutto risolto? Certo che no perché la risposta di Ranucci non ha convinto Renzi che ha tuonato: “Ho chiesto alla redazione di essere invitato in diretta per smontare uno per uno gli argomenti che vengono utilizzati, senza censure e tagli. Stamattina mi ha chiamato molto gentilmente il conduttore Ranucci, dicendo che per il format della trasmissione è impossibile andare in diretta e che per la puntata di oggi non può darci diritto di replica. Forse in una delle prossime. Peccato, un’occasione persa per il servizio pubblico”.

La puntata di Report non si è occupata solo di Renzi. Un altro servizio ha riguardato le telecamere intelligenti e i dispositivi per il controllo biometrico, prodotti in Cina, che sono disseminati su tutto il suolo italiano. Strumenti che nasconderebbero un lato oscuro in quanto, sostiene il servizio, i dati raccolti vengono trasferiti sui server di Pechino. Una fuga di informazioni che costituisce una seria minaccia per l’Italia in quanto “tali apparecchi sono disseminati nei punti strategici del Paese” e per questo la politica italiana dovrebbe intervenire.