Renzi si aggrappa anche a Gentiloni. Al Lingotto sventola il premier come un santino e cita il cantante Brunori Sas

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Per cercare di uscire dall’angolo Matteo Renzi ha sventolato l’appoggio del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.  “Bentornato a casa tua Paolo Gentiloni, siamo felici di lavorare insieme a te”, ha detto il suo predecessore a Palazzo Chigi. Certo, non poteva mancare la solita autoreferenzialità. “È bello che a portare l’Italia al G7 sia il ministro degli Esteri del governo Renzi”, ha detto l’ex premier, che ha voluto Gentiloni con sé sul palco alla fine dell’intervento, così come il candidato vice alla segreteria, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.

Il Rottamatore ha poi cambiato… verso, chiedendo ai rottamati di dare una mano: “Noi abbiamo bisogno della generazione dei più anziani. A loro diciamo che sono il nostro riferimento più forte a livello elettorale e abbiamo bisogno di loro. Reinnamorarsi della politica anche quando si ha una certa età è una cosa bella”. Per quanto riguarda il Pd, ha cercato di riunire le varie anime diverse attualmente in tante correnti. “Se qualcuno vuole iscriversi a una corrente può fare tranquillamente a meno di noi, perchè non vogliamo un partito di correnti, gabinetti e spifferi: noi vogliamo la comunità”, ha scandito al Lingotto. “Dobbiamo andare a prendere perchè sono pieni di valori”, ha ribadito. Non è mancato l’affondo a agli scissionisti del Pd: “Nelle scorse settimane qualcuno ha cercato di distruggere il Pd perché c’è stato un momento di debolezza innanzitutto mia. a non si sono accorti che c’è una solidità e una forza che esprime la comunità del Pd, indipendentemente dalla leadership”.

Nella galleria delle citazioni renziane, al Lingotto c’è stato un nuovo artista entrato: il cantautore Brunori Sas. “Non sarò mai abbastanza cinico da smettere di credere che il mondo non sarà mai migliore di com’è, ma non sarò mai tanto stupido da credere che il mondo possa crescere se non parte da lì”, ha detto Renzi citando il verso di una canzone.

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