Renzi tira dritto su Province, manager e Senato

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di Angelo Perfetti

Su Province, manager e Senato il Governo “intende andare fino in fondo. E’ un modo per fare la pace con gli italiani”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante una manifestazione a Scalea, in provincia di Cosenza, e ribadisce di voler tenere dritta la barra delle riforme. “Questa volta si fa sul serio – ha aggiunto parlando da un palco -. Ma recuperare i costi della politica non basta se contemporaneamente non restituisci nelle tasche di chi lavora qualche decina di euro che sia il segno della ripartenza”. Poi mette il carico: “Se il Senato non viene superato e si finisce con la storia del bicameralismo, se il Senato non va a casa, smetto io di fare politica”. Parole pesanti, ma pur sempre parole. Come quando disse di non voler andare al governo senza un mandato popolare. Poi è andata come è andata. Ma al di là di questa considerazione, nel merito delle riforme c’è da augurarsi che Renzi riesca nel suo intento. Mentre il premier parlava così, alla Camera era lavorava sul voto di cambio; l’aula ha respinto, a voto segreto, la pregiudiziale di Forza Italia. Si va avanti. In Senato invece, oggi il governo metterà la fiducia sulla riforma delle Province. È stata il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ad annunciare poco prima delle 11.30, tra le polemiche e le proteste dell’opposizione, l’intenzione di mettere il voto di fiducia sul ddl Delrio. «Teniamo conto inoltre – ha aggiunto il ministro – dei pareri espressi questa mattina dalla commissione Bilancio».